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Cosa vedere a Calcata: il borgo degli artisti nel cuore dell’Italia

Cosa vedere a Calcata

Una passeggiata nel borgo degli artisti, dei gatti e delle streghe

L’idea di visitare Calcata è nata per caso, grazie ad un regalo di Natale che abbiamo ricevuto dai nostri amici Nati e Nico di @Todomundoebom: la raccolta ufficiale dei Borghi più Belli d’Italia! Mentre sfogliavamo i borghi del Lazio, la nostra attenzione è caduta su Calcata, un luogo magico, ed un po’ misterioso, che si trova a pochi passi da Roma. Non ci abbiamo pensato due volte a preparare zaino e macchina fotografica per scoprire cosa vedere a Calcata!

Come arrivare a Calcata

Calcata si trova nella provincia di Viterbo, a confine con quella di Roma, posizionato a circa 40 Km dalla capitale. Per raggiungerla da Roma bisogna imboccare la strada Cassia Bis e prendere l’uscita 5, proseguendo per Mazzano Romano. Da lì troverai le indicazioni per Calcata.

Essendo proibito l’accesso alle automobili, Calcata è raggiungibile solo a piedi. Noi abbiamo trovato un parcheggio gratuito a Calcata Nuova, nei pressi di Via della Mandolina; vedi indicazioni qui.

Cosa vedere a Calcata: la storia

 borgo Calcata Tuscia viterbese
Scorci dei vicoli di Calcata

La storia di Calcata affonda le sue radici fin dall’epoca romana anche se l’aspetto odierno risulta senza dubbio medievale. Il borgo ha vissuto un periodo di abbandono nel 1935, anno in cui venne emanato un decreto per salvaguardare i centri abitati a rischio crollo in caso di terremoto.

30 anni dopo iniziarono ad insediarsi artisti provenienti da varie parti del mondo, tra cui Belgio, Olanda e Stati Uniti. A questi si aggiunsero anche degli hippies che acquistarono le abitazioni a poco prezzo ed esaudirono il sogno di vivere in un luogo lontano dal caos e dal consumismo moderno. Negli anni 90 venne conferita nuovamente l’abitabilità anche se, a detta di chi abita il borgo, di lavoro da fare di restauro ce n’è ancora tanto.

Cosa vedere a Calcata: l’ingresso al Borgo

 borgo Calcata Tuscia viterbese
L’ingresso del borgo di Calcata

Appena parcheggiato, abbiamo seguito il sentiero pedonale in tufo, immerso nel verde, che ci ha permesso di scendere il dislivello che separa Calcata Nuova dal borgo antico. Dopo un tragitto di circa 5 minuti, si iniziava a scorgere Calcata Vecchia nella sua interezza, circondata tutt’intorno dalla valle del Treja, distinguendo il masso tufaceo su cui è appoggiata, con le abitazione e gli edifici creati dall’uomo nei secoli.

Dopo aver scattato alcune foto panoramiche, eccoci arrivati davanti al suggestivo ingresso: una doppia porta a forma di arco sovrastata dalle mure merlate del palazzo dei baroni “Anguillara”. Da qui, sembra di accedere ad un’altra dimensione: una via stretta, Via degli Anguillari, che sembra essere scavata nel tufo come le vie cave, con forma a zig zag, si affaccia direttamente sull’ampio spazio di Piazza Umberto I. Da questa piazza si diramano molti vicoli che conducono sia alle abitazioni, sia alla scoperta delle botteghe degli artigiani e degli artisti calcatesi.

Cosa vedere a Calcata: una passeggiata per i vicoli

 borgo Calcata Tuscia viterbese
Il presepe dell’artista Marina Petroni

Avendo trascorso la nostra giornata a Calcata il 27 Dicembre, ci siamo ritrovati all’interno di un presepe fatto a misura d’uomo. L’artista Marina Petroni, storica artigiana e pittrice del luogo, dal 2013 anima il centro storico con il “Presepe a Dimensione Umana”, un’installazione composta da personaggi in cartapesta, ognuno dei quali ricopre un ruolo ben preciso: un oste, un contadino e una fornaia sono solo uno degli esempi di queste figure che rievocano l’antica vita nel borgo.

 borgo Calcata Tuscia viterbese
Il panorama dal borgo sulla Valle circostante

Proseguendo la nostra visita, abbiamo deciso di non seguire un percorso preciso, ma ci siamo lasciati guidare dalle nostre emozioni che ci hanno portato ad esplorare i vicoli più caratteristici. Due sono le peculiarità che si notano a Calcata: la prima è che quasi tutti i vicoli terminano con una vista panoramica verso la Valle del Treja, dove l’omonimo fiume, che taglia la valle, si trova in perfetta armonia con i boschi circostanti; la seconda è l’incredibile numero di gatti in cerca di coccole ed attenzioni da ogni visitatore.

Cosa vedere a Calcata: le botteghe più caratteristiche

 borgo Calcata Tuscia viterbese
L’interno della bottega di Marina Pietroni

Molte sono le botteghe ed i luoghi di interesse che si trovano passeggiando per le strette vie del centro. La prima che abbiamo trovato sul nostro percorso è stata la bottega di maschere di cuoio di Francesco Carlino. Entrando in un minuscolo spazio, dove ad accoglierci c’era un camino acceso e le note musicali dei Duran Duran, abbiamo ammirato le diverse maschere appese sulle pareti dello studiolo: alcune tipiche carnevalesche mentre altre più “inquietanti” e misteriose!

Accanto alla bottega si trova la Chiesa sconsacrata di San Giovanni dove prende vita il Museo della Civiltà Contadina, gestito da Ercole con l’aiuto di suo figlio. Entrare qui dentro è stato come fare un tuffo nella storia, osservando oggetti ed attrezzi facenti parte di un’epoca lontana dalla tecnologia e dalla “velocità” a cui siamo abituati oggi. Ercole, originario di Roma, ci ha raccontato storia ed aneddoti di molti pezzi presenti nel museo, facendoci vivere per qualche minuto la vita che poteva essere negli anni ’20 e ’30 del 900.

cosa vedere a Calcata
La bottega di Marijcke

Infine la bottega che più ci ha colpito è stata quella dell’artista olandese Marijcke van der Maden, che realizza figure e marionette con un particolare impasto di legno. Mentre ammiravamo i suoi lavori, è stata veramente gentile nel raccontarci la storia di Calcata e di come lei sia stata una di quegli artisti che hanno contribuito a ripopolare e restaurare le antiche abitazioni.

L’opera che secondo noi è la manifestazione del suo amore per Calcata è il presepe popolato da raffigurazioni degli abitanti calcatesi! È incredibile la cura e la dedizione con cui Marijcke modella i suoi impasti per creare dei personaggi così dettagliati. Tra questi troviamo anche soggetti illustri e noti tra cui l’architetto Paolo Portoghesi, che per il paese ha realizzato il giardino e una biblioteca, con sua moglie Giovanna Massobrio, anch’essa architetto. L’artista Costantino Morosin e il parroco di Calcata, Don Dario Magnoni, presente nel film “Amici Miei”.

Considerazioni

cosa vedere a Calcata
Il piccolo borgo di calcata che poggia sullo sperone di tufo

Se all’inizio ti chiedevi cosa vedere a Calcata, siamo sicuri che ora non avrai dubbi a fare un salto in questo posto magico che, dopo un periodo infelice, sta vivendo un’epoca di rinascita. Un dato che comunica come stia crescendo il turismo è la quantità di attività ristorative aperte in pochi anni: ben 14 ristoranti per 60 abitanti!

Una passeggiata a Calcata è un ottimo modo per evadere un giorno dalla velocità e frenesia che viviamo quotidianamente, sognando con i nostri occhi ed attraverso le esperienze delle persone che tutt’ora la vivono!

Tu hai mai visitato un borgo misterioso come quello di Calcata? Raccontaci la tua esperienza e rimaniamo in contatto!

P.s. Calcata è chiamato anche il borgo delle streghe perché nei giorni di forte vento le strade sembrano quasi “cantare”. C’è chi sente in questo suono il canto delle vecchie streghe!

Cosa vedere nei dintorni di Calcata
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Slow Road: esplorare le Terre del Chianti in modo ecosostenibile

slow road Chianti

Dopo aver terminato la visita a Greve in Chianti (se non hai ancora letto l’articolo clicca qui), per caso abbiamo notato un percorso che ci avrebbe portato a visitare alcuni “tesori” delle Terre del Chianti, tra cui Montefioralle ed altri luoghi delle colline fiorentine meno noti. Nonostante i nostri abiti non fossero stati dei più adatti, senza esitazione abbiamo intrapreso il percorso di 8 chilometri che in meno di 20 minuti ci ha condotti nel borgo di Montefioralle.

Info e consigli utili sul percorso Slow Road

Terre del Chianti
Scorci del paesaggio delle Terre del Chianti

Slow Road è un progetto intrapreso dal comune di Greve in Chianti in collaborazione con l’associazione culturale “La Macina di Cresci”. Obiettivo di tale iniziativa è valorizzare il territorio incentivando un turismo consapevole, la formazione dei giovani e lo sviluppo delle eccellenze artigianali. Il percorso, che inizia dal Museo di San Francesco di Greve in Chianti, è infatti intervallato da aree di relax composte da oggetti di arredo urbano, creati grazie alla collaborazione tra designers provenienti dall’Università di Firenze ed una rete di aziende locali.

Per intraprendere questo cammino, ti consigliamo di indossare abiti comodi e scarpe sportive in quanto negli 8 km di tragitto si incontrano diverse pendenze e bisogna passare per sentieri sterrati. Inoltre, nella prima parte che collega Greve in Chianti a Montefioralle, bisogna fare un pizzico di attenzione in quanto dovrai camminare sul ciglio della strada provinciale.

Le Terre del Chianti attraverso lo Slow Road.

Visita a Montefioralle

Terre del Chianti
Viuzze del piccolo borgo di Montefioralle

La prima tappa del tragitto è stata la sosta al borgo di Montefioralle. Mentre sulla sinistra si apriva il panorama che mostrava tutto il fascino delle colline fiorentine, dall’altro lato il castello di Montefioralle si ergeva in tutto il suo splendore.

Il borgo medievale, che si sviluppa tutt’intorno al castello, è composto da una via principale, che segue il tracciato delle mura, intervallata da minuscoli vicoli che collegano l’esterno delle mura con l’interno. Sono proprio questi vicoli ad essere i protagonisti di Montefioralle: ognuno di essi è composto da zone coperte, come delle piccole gallerie, dove nella parte superiore si sviluppano delle abitazioni, tutte rivestite in pietra, quasi a sembrare che qui il tempo si sia fermato a qualche secolo fa.

Nel caso volessi raggiungere il borgo in auto, ci sono molti parcheggi liberi disponibili proprio davanti al castello.

Le Terre del Chianti attraverso lo Slow Road.

Visita a La Pieve di San Cresci ed alla Cappella di Zano

Terre del Chianti
La magnifica Pieve di San Cresci

Salutato Montefioralle, le indicazioni dello Slow Road ci segnalavano che la prossima tappa sarebbe stata la Pieve di San Cresci. Il tragitto che ci ha condotti fin qui è stato uno dei più emozionanti: il sentiero girava tutto intorno Montefioralle potendolo ammirare da diversi punti di vista, con il paesaggio delle Terre del Chianti che faceva da scenografia. Prima di arrivare alla Pieve, sede dell’associazione “La Macina di San Cresci” abbiamo incontrato il piccolo Lago San Cresci, sulla sinistra, ed un minuscolo cimitero sulla destra.

Terre del Chianti
Il piccolo lago di San Cresci con sullo sfondo il borgo di Montefioralle
Terre del Chianti
La Cappella di Zano, nascosta dalla vegetazione

Superata la Pieve di San Cresci, la cui facciata in stile romanico si presta perfettamente per degli scatti memorabili, abbiamo scoperto una piccola perla, di cui siamo rimasti incredibilmente sorpresi. Posizionata in disparte, nascosta da alberi di cipresso, pino e ulivo si scorge la Cappella di Zano. Di proporzioni esigue, ricorda per il contesto in cui si trova e le dimensioni, la più famosa Cappella della Madonna della Vitaleta, in Val d’Orcia. Secondo noi un edificio simile avrebbe tutto il potenziale per diventare un’attrazione fotografica, al pari della più fortunata Vitaleta. Basterebbe forse curare maggiormente la flora che cresce rigogliosa intorno alla cappella.

Le Terre del Chianti attraverso lo Slow Road.

Ritorno a Greve in Chianti e degustazione all’Enoteca Falorni

Greve in Chianti
Simone mentre gusta un calice di Chianti

Terminato il percorso di 8 km, con il sole che ormai proiettava lunghe ombre sulle Terre del Chianti, ci siamo diretti al borgo di Greve in Chianti pronti per la visita guidata al Museo del Vino e per la degustazione all’Enoteca Falorni!

Per saperne di più su Greve in Chianti e l’enoteca più grande di tutta la Toscana, clicca subito qui!

Conoscevi già il percorso Slow Road? Hai mai visitato borghi antichi tramite sentieri naturalistici? Facci sapere in un commento e rimaniamo in contatto!


Se vuoi un’altra idea su come trascorrere un week-end all’insegna del turismo sostenibile e slow, ti consigliamo di leggere la nostra esperienza tra i borghi di Garda, Bardolino e Lazise, a bordo di una bici.

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5 buoni motivi per visitare Brisighella, uno dei borghi più belli d’Italia

Brisighella cosa visitare- Piazza Guglielmo Marconi.-

Se ci chiedessi quanto volte avremmo voluto visitare Brisighella, non ci basterebbero le dita delle mani di entrambi per contarle! L’unica volta che ci siamo andati, a maggio, abbiamo trovato un meteo veramente ostile, dove iniziò addirittura a piovere. La scorsa domenica, approfittando dell’appuntamento a Portico e San Benedetto, dove si sarebbe svolta la caccia al tesoro, abbiamo fatto una piccola deviazione sul percorso per raggiungere e visitare Brisighella. Questo piccolo ma incantevole borgo, si trova in provincia di Ravenna, nella Valle del Lamone, alle pendici dell’Appennino tosco-emiliano. Accomodati e scopri insieme a noi i 5 buoni motivi per visitare questa piccola perla!

1. Collegiata di San Michele Arcangelo

Brisighella cosa visitare
La Collegiata vista dall’alto, in tutto il suo splendore

Appena raggiunto il borgo di Brisighella, il primo buon motivo è stato senza dubbio la famosa Collegiata. La sua costruzione si impone, dominando la piazza, invitando lo spettatore ad ammirarla e ad entrare per scoprire le bellezze nascoste al suo interno. La chiesa è risalente al 1600 ed il particolare che salta subito agli occhi è il bellissimo portone in bronzo. All’interno, dietro all’altare maggiore c’è una pala che raffigura San Michele Arcangelo, che conferisce ovviamente il nome alla chiesa. Purtroppo quando l’abbiamo visitata, la facciata era in fase di restauro, coperta dai ponteggi.

2. Piazza Guglielmo Marconi

Brisighella
Piazza Guglielmo Marconi, i palazzi colorati e le aperture della Via degli Asini

La piazza è il luogo che ci ha spinti fin dall’inizio a venire a visitare Brisighella. Questo spazio si apre con il Palazzo del Comune, di colore bianco, per poi proseguire in un susseguirsi di graziosi edifici, con le facciate di diverse tonalità di colore che passano dal rosso all’arancione, dal rosa al giallo. Ai piedi di tali costruzioni, si aprono delle botteghe, con portali lignei, dove si snodano diverse attività di ristorazione ed artigianato. Non ti nascondiamo che qui abbiamo scattato innumerevoli fotografie!

3. Via degli Asini

Brisighella cosa visitare
La via degli Asini, con le sue bellissime travi a vista

Nel visitare Brisighella, una tappa fondamentale è passeggiare per la Via degli Asini, la più caratteristica del borgo. Salendo una piccola rampa da Piazza Guglielmo Marconi, si arriva all’interno di un mini galleria. Da un lato si hanno le porte delle abitazioni mentre dall’altro si hanno gli incantevoli affacci verso la piazza. Il dettaglio che più ci ha colpito è stato il tetto, completamente composto da una tessitura di travi in legno, ben conservate. Inutile dire che tale via è meta di tutti coloro che desiderino portare a casa un ricordo fotografico di Brisighella.

4. Torre dell’orologio

Brisighella cosa visitare
La Torre dell’Orologio
Brisighella cosa visitare
La Torre dell’Orologio vista dalla Rocca

Salendo verso uno dei colli che domina il paese, una serie di scale ci ha condotto verso l’imponente Torre dell’Orologio. La fortezza fu eretta originariamente intorno al 1290 ma, essendo stata danneggiata e ricostruita più volte, venne rifatta nel 1850 e, nello stesso anno, fu posto l’attuale orologio, il cui quadrante è a 6 ore. Da qui si può godere di una fantastica vista verso le vallate, grazie anche al piccolo belvedere posto ai piedi delle scale.

5. Rocca Manfrediana

Brisighella cosa visitare
L’entrata per l’esterno della Rocca
Brisighella cosa visitare
Questa invece è il panorama sulla Rocca, che si ha dalla Torre dell’Orologio

Ultima tappa del nostro tour a Brisighella è stata la visita alla Rocca Manfrediana, situata sull’altura dell’altro colle che domina la città, esattamente dalla parte opposta della Torre dell’Orologio. La fortezza venne edificata nel 1310 dalla famiglia Manfredi, all’epoca signori di Faenza. L’aspetto della rocca è molto imponente e massiccio, e ha catturato la nostra vista fin dal primo ingresso al borgo. La piccola terrazza sul retro permette di godere di una vista incredibile. Da qui puoi ammirare la Torre dell’Orologio in tutta la sua magnificenza, ricordando a tratti i scorci di San Marino.

  • Per gli orari della Rocca e della Torre dell’Orologio ti consigliamo di consultare questa pagina.

Tips che abbiamo da suggerirti

Nella nostri visita, non siamo riusciti a visitare altri due luoghi interessanti presenti a Brisighella. Il primo è il punto panoramico, che si trova qui, da cui potrai ammirare tutto il borgo e le cave di gesso. Infatti Brisighella, insieme ad altri sei comuni, fa parte dell’area protetta del Parco Regionale della Vena del Gesso, da cui dipartono moltissimi itinerari naturalistici. L’altro luogo, molto suggestivo, che vogliamo segnalarti è la Pieve di San Giovanni in Ottavo, detta Pieve del Tho, che incontrerete a circa 1 Km da Brisighella. Siamo venuti a conoscenza, dal sito”Welcome to Brisighella“, che questo suggestivo tempio è la più antica Pieve sorta nella Valle del Lamone.

La nostra esperienza nel visitare Brisighella

Brisighella cosa visitare
Trovare un’altalena nel cuore di Brisighella? Si, sulla via che vi porta alla Rocca

Visitare Brisighella ci ha dato la possibilità di fare diverse attività all’interno di un solo borgo: visita a bellezze storiche, cammino nella natura, per raggiungere la Rocca e la Torre, scorci memorabili grazie ai dettagli delle vie e i belvedere che si godono dalla sommità dei colli. Piccolo consiglio: i parcheggi sono ovviamente fuori le mura; noi lo abbiamo trovato in una vietta appena fuori dal centro storico, precisamente in Piazzetta Giovanni Pianori, all’incrocio con Via Roma.

Cosa visitare nelle vicinanze? Ti diamo qualche spunto

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Itinerario di 2 giorni nelle colline del Prosecco, tra borghi storici e vigneti

Valdobbiadene

Avevamo deciso di trascorre l’ultimo week-end di luglio in un luogo romantico, in occasione del nostro 10 anniversario di fidanzamento. Immaginavamo le colline illuminate dal sole e noi due a festeggiare, con in mano un calice di  Prosecco Superiore DOCG. Invece, abbiamo trovato pioggia e nuvole a rovinare i nostri piani ma non ci siamo arresi e in questo articolo vogliamo raccontarti il  nostro itinerario di 2 giorni nelle colline del Prosecco, tra borghi storici e vigneti.

Itinerario di 2 giorni nelle colline del Prosecco tra borghi storici e vigneti

Le colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene sono state proclamate, il 7 luglio 2019, Patrimonio dell’UNESCO. E proprio questo, ci ha spinto a visitare questo territorio unico, dove l’uomo è riuscito a modellare il paesaggio, rendendolo un bellissimo quadro.

Ma prima di tutto, dove si trova la strada del Prosecco Superiore DOCG?

Ci troviamo in provincia di Treviso, in Veneto, regione famosissima per le sue tradizioni ed eccellenze vitivinicole. La strada più “frizzante” d’Italia si snoda nell’Alta Marca trevigiana, lungo i colli fra Conegliano e Valdobbiadene. Si attraversano borghi, piccole chiesette secolari e vigneti a perdita d’occhio e fermarsi a contemplare questo paesaggio quasi surreale è d’obbligo.

Da Conegliano a Valdobbiadene

Nella mappa sottostante ti riportiamo quello che era il nostro itinerario ideale e che ti consigliamo di seguire, se vuoi dedicare il giusto tempo alla scoperta di questo territorio.

Salva la Mappa sul tuo telefono e portala con te per non perdere nessuna tappa della Strada del Prosecco!
1. Molinetto della Croda 

Molinetto della Croda: Foto di Alberto Sandrin Pixabay

Situato nelle vicinanze di Refrontolo, Molinetto della Croda è uno di quei luoghi incantevoli da non perdere. Stiamo parlando di un antico  e affascinante mulino, risalente al XVI secolo circa, che è stato recentemente restaurato e riportato alla bellezza e funzionalità di un tempo. Infatti, è possibile visitare l’interno della struttura insieme all’impianto di macinatura, tutt’ora funzionante. 

Per informazioni su orari e costi della visita ti consigliamo di consultare il sito dell’Associazione Molinetto della Croda.

    2. Chiesa di San Vigilio

Dopo 20 minuti di macchina arriverai alla caratteristica Chiesa di San Vigilio, a Col San Martino. Questa piccola chiesetta, del X secolo, con il suo campanile, domina le dolci e verdi colline sottostanti. 

Se avete più giorni a disposizione, ti consigliamo questa semplice passeggiata tra i vigneti che parte da Col San Martino fino ad arrivare alla Chiesa. Clicca qui per tutte le informazioni.

   3. Punto panoramico Valdobbiadene

Itinerario 2 giorni nelle colline del Prosecco

Proseguendo verso nord arriverai al punto panoramico di Valdobbiadene, regno del Prosecco Superiore di Cartizze DOCG. Quest’area comprende 107 ettari di vigneti, posti tra le colline più scoscese e delimitati dalle borgate di  S. Pietro di Barbozza, Santo Stefano e Saccol.

In men che non si dica ti ritroverai circondato da filari d’uva e grappoli  ancora acerbi (a fine luglio). Quello che ti suggeriamo di fare ora è fermarti a contemplare i colori, i suoni e le geometrie di queste colline uniche al mondo.

     4. Osteria Senz’Oste

Itinerario 2 giorni nelle colline del Prosecco

Dopo tutti questi paesaggi e qualche chilometro di strada, la fame e la voglia di un buon bicchiere di vino si faranno sentire.

L’Osteria Senz’Oste è una tappa obbligatoria durante questo itinerario di 2 giorni nelle colline del Prosecco.

Un antico casolare dell’ 800 in cima ad un panorama mozzafiato sulle colline del Cartizze, prodotti locali da mangiare su un grazioso tavolino in legno e una capretta curiosa ad accogliervi. Questa è la bellezza e la semplicità dell‘Osteria senz’Oste, dove l’Oste non c’è e il servizio è completamente self-service. 

     5. I “Sassi della Piave”

Itinerario 2 giorni nelle colline del Prosecco

Sulla strada per raggiungere il borgo di Asolo, ci siamo imbattuti in delle strane e bizzarre sculture. Il signor Angelo Favero, detto Zoe, ha la capacità di trasformare i sassi, raccolti dal fiume Piave, in vere e proprie opere d’arte, ognuna con una caratteristica diversa. 

      6. La città dai 100 orizzonti: Asolo

 

 
 
 
 
 
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Un post condiviso da Elisa&Simone ~Travel Couple 🇮🇹 (@italy_you_dont_expect) in data:

Continuiamo il nostro itinerario di 2 giorni nelle colline del Prosecco con Asolo che, oltre ad essere uno dei borghi più belli d’Italia, è stata definita da Carducci la “città dai 100 orizzonti”.

Incastonato tra i colli asolani, questo piccolo borgo ti stupirà per la ricchezza di luoghi da scoprire. Inizia la tua visita da Piazza Garibaldi, nel cuore di Asolo, al cui centro troviamo una fontana del XVI secolo in cui spicca un leone, simbolo della Serenissima.

Una delle vie più belle del centro storico è senza dubbio via Browing, caratterizzata da un lungo porticato, negozi di artigianato, osterie tipiche e balconcini straripanti di fiori colorati.

Per ammirare il panorama dall’alto devi recarti assolutamente al Castello della Regina e alla Rocca, che purtroppo noi abbiamo trovato chiusa per lavori di ristrutturazione. 

Grazie a Valentina di Around & about Treviso e  Laura di My corner of Italy per i preziosi consigli su Asolo e dintorni.

     7. Villa di Maser
Itinerario 2 giorni nelle colline del Prosecco
Foto di albertosandrin da Pixabay

Siamo giunti alla fine di questo breve tour nella Strada del Prosecco, dove i vitigni e le morbide colline sono stati i protagonisti. Non è mancata però qualche breve incursione nei nostri amati borghi e naturalmente non puoi tornare a casa senza aver visitato Villa di Maser. Questa maestosa residenza signorile, opera di Andrea Palladio, è stata dichiarata nel 1996 Patrimonio dell’UNESCO.  Villa di Maser, essendo inserita in uno scenario naturale circondata da vigneti, ha conservato la sua vocazione agricola.

Gli interni sono caratterizzati da sei sale affrescate da Paolo Veronese, pittore del Rinascimento, mentre nel bellissimo cortile esterno è possibile ammirare (fino al 13 ottobre) la Mostra di Arte Contemporanea.

A pochi minuti di auto dalla dimora troverai un altro capolavoro di Palladio : il Tempietto della Villa di Maser, che purtroppo non è visitabile.

Info utili su costi e orari di apertura di Villa di Maser: www.villadimaser.it.

Itinerario 2 giorni nelle colline del Prosecco

Siamo giunti alla fine di questo itinerario di 2 giorni nelle colline del Prosecco. Ma aspetta un attimo: non hai ancora degustato un calice delle bollicine più famose del mondo?

Per rimediare a questa “grave” mancanza ti consigliamo di appuntarti le cantine di tuo interesse dal sito www.prosecco.it .


Rimanendo in tema borghi e vini ti lasciamo il nostro articolo sul Wine Tour nelle Marche! Un’esperienza a 360° alla scoperta dei borghi, faggete e prodotti del territorio.