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Day Trip

2 Borghi dell’Emilia Romagna da visitare: Portico e San Benedetto

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Caccia ai tesori di Portico e San Benedetto

Nella lunga lista dei comuni aderenti all’iniziativa del Touring club italiano, tra i borghi dell’Emilia Romagna da visitare, abbiamo scelto Portico e San Benedetto. Nonostante siano due borghi differenti, in realtà fanno parte dello stesso comune, insieme a quello di Bocconi.

Leggi anche: 2 Borghi dell’Emilia-Romagna che devi assolutamente visitare

L’iniziativa del Touring Club Italiano

100 Borghi, 1000 Tesori. Possono sembrare numeri con poco significato, fino a quando non li associ alla splendida iniziativa del Touring Club Italiano, organizzatore della caccia al tesoro, avvenuta il 6 Ottobre, in 100 borghi italiani bandiera arancione! Su questa pagina si ha l’elenco di tutti i comuni che hanno partecipato all’evento. Dobbiamo ammettere che scegliere non è stato facile!

La scelta di Portico e San Benedetto

Decisa la regione, cercavamo online le immagini dei borghi dell’Emilia Romagna partecipanti, fino a che non abbiamo notato la foto di un ponte in pietra, con un fiumiciattolo che vi scorreva, donando già dallo schermo un senso di pacatezza e tranquillità. Ebbene tale foto rivelava uno degli angoli caratteristici di un borgo della provincia di Forlì-Cesena: Portico e San Benedetto. Il nome deriva dalla fusione dei due borghi dell’Emilia Romagna, Portico e San Benedetto, uniti per ragioni di dimensioni territoriali.

Per arrivarci, partendo da Brisighella, uno dei più caratteristici tra i borghi dell’Emilia Romagna, siamo passati tra le Foreste Casentinesi, nel cuore dell’appennino tosco-emiliano. Appena arrivati, ci siamo recati allo stand del Touring Club Italiano, dove siamo stati accolti da due simpatiche ragazze, Caterina e Claudia, facenti parte dell’amministrazione comunale di Portico e San Benedetto. Presi mappa e foglio con indovinelli da risolvere, abbiamo iniziato la nostra caccia al tesoro! Obiettivo della giornata è stato infatti risolvere degli indovinelli che ci rivelassero, tappa per tappa, i tesori da scoprire all’interno del borgo.

Borghi dell'Emilia Romagna da visitare. Stand che ci ha accolto a San Benedetto in Alpe

2 Borghi dell’Emilia Romagna da visitare. Che la caccia al tesoro di Portico e San Benedetto abbia inizio!

Il primo tesoro scovato è stato l’Abbazia di San Benedetto in Alpe. Una costruzione molto antica, risalente al IX secolo fondata dai monaci benedettini. Pensa che anche Dante Alighieri sostò presso l’abbazia durante il viaggio di trasferimento verso Forlì. Nel XVIII, a causa di alcuni crolli strutturali, l’antica chiesa venne demolita e ricostruita di dimensioni minori.

Interno dell'Abbazia di San Benedetto in Alpe
L’interno dell’Abbazia di San Benedetto in Alpe

Appena raggiunto l’edificio, ci ha accolto uno degli abitanti di Portico e San Benedetto che, spiegandoci le origini dell’abbazia, ci ha accompagnati mostrandoci i vari spazi interni. Ci ha quindi mostrato la suggestiva cripta, scoperta per caso da un frate missionario, passando per il grazioso giardino, pieno di fiori e piante curatissime, dove si gode di un panorama mozzafiato!

giardini esterni Abbazia di San Benedetto in Alpe
I giardini dell’Abbazia

Le tappe successive nella scoperta di Portico e San Benedetto sono state il Pecorile, costruzione all’interno della quale vi nacque Iris Versari, medaglia d’oro al valore militare. Nata nel 1922, Iris sacrificò la sua vita nel 1944 per salvare i suoi compagni partigiani dall’agguato nazista.

pecorile San Benedetto in Alpe
Il Pecorile

Nel percorso per raggiungere il Pecorile, siamo stati intrattenuti dal signor Franco, che ci ha fatto degustare una delle sue sambuche artigianali e ha prodotto al momento e regalato un fiore, in amido di mais, ad Elisa. L’amido di mais deriva dal fatto che Franco produce anche dei giochi per l’infanzia utilizzando ingredienti totalmente naturali, come l’amido e i coloranti naturali!

stand giochi infanzia
Franco ed il suo stand con i giochi per l’infanzia

Per ultimi abbiamo visto la Fonte Vecchia, antico lavatoio utilizzato dagli abitanti del borgo, immersa un un contesto naturalistico, la Grotta, ospitante un monumento dedicato alla Madonna, il Vignale e Casa Comune.

Fonte vecchia san benedetto in alpe
L’antico lavatoio, la Fonte Vecchia
caprile san benedetto in alpe casa mattoni
Casa Comune

Finita la nostra caccia al tesoro e tornati al punto di partenza, ci è stata donata una busta ciascuno contenente alcune guide sui borghi dell’appennino tosco-emiliano, del touring club italiano ed alcuni prodotti tipici, tra cui due barattoli marmellata di rosa canina e due sacchetti di farina di polenta. Nel mentre la banda comunale intonava il suo repertorio, abbiamo approfittato per assaggiare le varie prelibatezze tipiche, presenti sugli stand della piazza: biscotti, torte con l’uva, pizza e vini locali.

stand degustazioni pro loco san benedetto in alpe

Una breve sosta a Portico

Finita la degustazione a San Benedetto, ci siamo recati verso l’altro piccolo borgo di Portico. Nonostante le dimensioni esigue, siamo rimasti sorpresi da quanto gli abitanti tengano così curate le vie del luogo! Sulla via principale, dalla quale si raggiunge il Ponte della Maestà, fiori dagli accesi colori, piante verdeggianti e sculture in legno hanno fatto da protagonisti nel nostro cammino. Appena svoltato a destra, ci siamo ritrovati davanti il famoso ponte, che ci aveva inizialmente ispirato a a scegliere Portico e San Benedetto!

ponte pietra schiena d'asino portico
ponte pietra portico case

Il ponte, dalla forma a schiena d’asino, si erge in pietra sopra un piccolo ruscello, circondato da deliziose abitazioni ed orti privati. Dire che in quel contesto abbiamo respirato aria di pace sarebbe riduttivo. Molte case infatti, possiedono dei balconi che si affacciano sul fiume e gli abitanti possono ascoltare costantemente il rilassante fluire dell’acqua. Non è meraviglioso?

La nostra esperienza

Portico e San Benedetto sono due borghi che meritano sicuramente di essere conosciuti maggiormente, per la loro semplicità ma allo stesso tempo unicità tra i borghi dell’Emilia Romagna. Senza dubbio l’iniziativa del Touring Club Italiano è stata un ottimo modo per dare risalto a piccole realtà come questa, che si impegnano costantemente nel preservare tradizioni ed architetture antiche, permettendo a noi viaggiatori di goderne l’essenza più bella.

Ti è mai capitato di scoprire un borgo italiano in maniera innovativa o diversa dal solito? Lascia un commento e rimaniamo in contatto!

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Slow Tourism: in Bici fra i borghi di Garda, Bardolino e Lazise

Lago di Garda in bicicletta

Di solito ci piace visitare i diversi borghi di una regione programmando nel dettaglio un on the road in macchina. Questa volta però, in bici fra i borghi di Garda, ci siamo voluti immergere nel territorio, attraverso un turismo lento e allo stesso tempo ecosostenibile. La nostra scelta è ricaduta sulle due ruote (senza motore!ehehe) per scoprire i bellissimi borghi che si affacciano sulla sponda orientale del lago.

Prima di continuare con il racconto di questa fantastica giornata volevamo dirvi due parole sullo Slow Tourism.

Cos’è lo Slow Tourism?

Lo Slow Tourism, letteralmente “turismo lento”, è un modo diverso di approcciare al viaggio, soffermandosi ad osservare anche i più piccoli dettagli. Questo modo di viaggiare, che valorizza e promuove lo sviluppo dei territorio in maniera responsabile, vi permetterà di uscire dai soliti circuiti turistici, dando un significato profondo al rispetto dell’ambiente che vi circonda.

Diventare un “viaggiatore Slow” è molto semplice. Al giorno d’oggi infatti, ci sono sempre più attività che danno la possibilità di esplorare i luoghi in modo ecosostenibile e al tempo stesso divertente! Un esempio? la nostra giornata in bici fra i borghi di Garda, Bardolino e Lazise oppure un bel trekking rigenerante in montagna o ancora una passeggiata a cavallo sulla spiaggia. Potremmo continuare all’infinito con questo elenco.

Se siete amanti dei piccoli borghi, dei luoghi incontaminati e ricercate il relax e la tranquillità, uniti ad esperienze che vi faranno conoscere a 360° il territorio, allora lo Slow Tourism fa’ proprio al caso vostro!

La nostra giornata in bici fra i borghi di Garda, Bardolino e Lazise

Lago di Garda in bicicletta

Il nostro week-end sul lago di Garda è iniziato dalla città di Costermano, dove avevamo prenotato l’alloggio, che dista solamente pochi minuti di auto da Garda.

Per il noleggio delle biciclette invece, ci siamo affidati al negozio Bella Bici nel borgo di Garda. Il costo totale per la City bike relativo ad una giornata è stato di 12 euro/persona.

– Il Borgo di Garda

Il borgo di Garda è stato la nostra base di partenza e arrivo nella giornata in bici nell’omonimo lago. Abbiamo passeggiato sul lungolago con i colori del tramonto e ci siamo fermati ad ammirare questo spettacolo nel grazioso pontile di legno.

Purtroppo per mancanza di tempo non siamo riusciti a visitare (e fare un tuffo) al Parco Baia delle Sirene e Punta San Vigilio. La prima è una bellissima spiaggia (a pagamento) all’ombra di ulivi maestosi, in cui trascorrere piacevolmente le afose giornate estive tra un bagno e l’altro. Punta San Vigilio invece, dove si trova la spiaggia della baia delle Sirene, è considerata  la “Portofino del lago di Garda”. Questa piccola penisola a pochi passi da Garda, è sicuramente uno dei luoghi imperdibili se decidete di visitare questa sponda del lago.


Parcheggio a Garda: Vi segnaliamo il sito del Comune per sapere tutte le aree di sosta, a pagamento e non.

Ristoranti: Vogliamo consigliarvi l'”Osteria Silvestro”, dove abbiamo gustato un’ottima cena a base di pesce ad un prezzo giusto.


– Il Borgo di Bardolino

Lago di Garda in bicicletta
Chiesa Parrocchiale dei Santi Nicolò e Severo.

La seconda tappa della giornata in bici fra i borghi del lago di Garda è stata Bardolino, ridente borgo che si affaccia anch’esso sulla riva est del lago.

Parcheggiate le nostre City bike in prossimità del molo (durante il week-end è molto affollato), ci siamo fermati a osservare con gli occhi a cuoricino mamma anatra con i suoi 10 piccoli anatroccoli. Una scena troppo dolce!

Lasciati gli anatroccoli, ci siamo addentrati nel centro storico, rimanendo colpiti dalle casette colorate, arricchite da bellissimi fiori e dalle vie che pullulavano di negozietti di ogni tipo.

Arrivati nella piazza principale, Piazza Matteotti, si siamo trovati difronte all’imponente Chiesa Parrocchiale dei Santi Nicolò e Severo, che merita una visita.

Un’altra cosa imperdibile se passate a Bardolino sono le sue spiagge, non molto grandi ma ben attrezzate. Noi ci siamo concessi una pausa nella spiaggia libera, non lontana dal centro, rinfrescandoci con i piedi ammollo nell’acqua.

Vi consigliamo di portare con voi un telo mare e il costume, così da farvi un tuffo tra un borgo e l’altro!

– Il Borgo di Lazise

Arriviamo alla terza e ultima tappa della nostra giornata in bici fra i borghi di Garda, Bardolino e Lazise. Non possiamo nascondere che quest’ultimo borgo è stato il nostro preferito.

Sapevate che Lazise è stato il primo comune libero d’Italia? Noi l’abbiamo scoperto leggendo la targa che riportava la data dell’importante evento, avvenuto nel lontano 983.

Una peculiarità di Lazise è la Piazza principale, caratterizzata da una pavimentazione con motivo a scacchi. Tutt’intorno si possono ammirare i bellissimi porticati che ospitano molti locali in cui fermarsi per un pranzo veloce o un aperitivo.

Proseguendo lungo la piazza vi troverete di fronte al suggestivo Porto Antico, uno degli scorci più belli del piccolo paese. Una bellissima cartolina questo specchio d’acqua con attraccate le barchette dei pescatori.

Dopo tanto pedalare la fame ha iniziato a farsi sentire e da brava golosa mi sono concessa una coppa gigante di fragole con panna! Come resistere?

Giunta l’ora di ritornare a prendere la macchina a Garda, non siamo riusciti a visitare la Dogana Veneta e il Castello Scaligero, che in ogni caso vi suggeriamo di vedere.


Opinioni personali sulla giornata in bici fra i borghi di Garda, Bardolino e Lazise:

La pista che abbiamo percorso è ciclo pedonale, quindi sopratutto nel week-end è molto affollata e non è stato semplice circolare con le City bike. Nonostante tutto ci sentiamo di consigliare questo itinerario a tutti, sopratutto per le famiglie con bambini piccoli, in quanto è molto semplice e non presenta dislivelli elevati.

Prendetevi il vostro tempo per ammirare il meraviglioso panorama che si può godere in sella alla vostra bici e per scoprire i piccoli e colorati paesini che attraversate.

Buona visita al lago di Garda Amici Viaggiatori!

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Dove dormire nelle Marche: HomeLikeVillas

Dove dormire nelle Marche

Quando ci hanno proposto di partecipare a questo week-end di Marzo alla scoperta delle Marche più autentiche, quelle che si mostrano senza filtri in tutta la loro bellezza,  non potevamo che accettare all’istante!

Le Marche sono una Regione dalla bellezza infinita. É stata la quarta volta, in meno di un anno, che vi tornavamo e dobbiamo ammettere che ci stupisce sempre di più, a cominciare dallo spettacolo della natura delle Grotte di Frasassi fino ai borghi della Valle del Cesano e della provincia di Ascoli Piceno. Il nostro amore per le Marche è solo all’inizio, poiché abbiamo ancora molti luoghi, sulla nostra wish-list, che dobbiamo visitare!

In questo post troverete un consiglio su dove dormire nelle Marche e il racconto dei luoghi, ed esperienze da vivere in un week-end.

Dove dormire nelle Marche

Siamo arrivati a tarda sera a San Severino Marche, dove si trova la splendida Villa Teloni, facente parte del progetto HomeLikeVillas, che ci avrebbe accolti per i due giorni seguenti.

Villa Teloni è un borgo risalente al XVIII  secolo e fu la residenza di famiglie nobiliari di San Severino. Nei scorsi anni è stata oggetto di  un accurato restauro, anche a seguito dei danni provocati dal terremoto, che l’ha portata all’eleganza che potete ammirare ora.

La Villa è una location perfetta per romantici matrimoni ma la cosa più bella è che potete affittare l’intera villa per una settimana insieme ad un gruppo di amici. Sono presenti  infatti, 14 camere divise fra suites e appartamenti, che permettono di ospitare fino a 50 persone.

Gli interni di Villa Teloni

Gli interni di questo affascinante borgo sono rifiniti in ogni particolare e la zona che ci ha stupito di più è stato lo splendido salotto della struttura principale, quella più elegante e raffinata.

La nostra stanza, nella sua semplicità, era ben curata e fornita di ogni confort con il dettaglio nel soffitto delle travi in legno a vista. Le amiamo alla follia!

Gli esterni di Villa Teloni

La Villa è circondata da un parco, sapientemente curato, di 8000 mq. Il verde lussureggiante e il canto degli uccellini al mattino vi farà entrare subito in un mood di relax assoluto.

Nell’ampia terrazza di Villa Teloni è presente una piscina in cui, se lo richiederete, potrete gustare un ottimo aperitivo con i prodotti tipici locali. Un’ultima chicca è la presenza di una piccola Cappella sconsacrata e di una bellissima ex limonaia, ora divenuta un portico perfetto per le cerimonie e feste estive.

Vi consigliamo di dare un’occhiata alle altre Ville, una più bella dell’altra, presenti sul sito di HomeLikeVillas. Vi sono ben 110 Ville in tutto il Centro Italia, dalle Marche, alla Toscana e l’ Umbria. I consulenti di viaggio di HomeLikeVillas saranno pronti ad esaudire ogni vostra richiesta e vi proporranno delle esperienze uniche per entrare in contatto con il territorio che visiterete.

Che ne dite di questa location per le vostra prossime vacanze estive? Villa Teloni potrebbe risolvere il problema su dove dormire nelle Marche!

Le nostre esperienze alla scoperta del territorio

Grazie al tour Marche Tasting Retreat, organizzato dai ragazzi di Wine Salad (Marchigiani Doc) e HomeLikeVillas, abbiamo avuto l’occasione di visitare e assaporare le Marche più autentiche.

Elcito: un borgo incantato

La prima tappa è stato il Borgo di Elcito, situato su uno sperone roccioso a 821 metri sul livello del mare.

Una delle particolarità che ci ha fatto rimanere a bocca aperta è stato il numero delle persone che vivono in questo “mini-borgo”. Pensate che Elcito conta solamente 7 abitanti, tutti anziani, che restano saldamente aggrappati alle loro origini.

Dedicate qualche ora per una passeggiata in mezzo a queste strette vie tra le vecchie case in pietra, fino ad  arrivare al punto panoramico che domina la valle sottostante.

Faggeta monumentale di Canfaito

Dopo una camminata su di un fitto tappeto di foglie gialle e marroni, siamo arrivati di fronte al faggio più antico di tutta la regione. Questo gigante ha circa 500 anni e un’altezza di 24 metri! Ci siamo messi tutti intorno per abbracciarlo e scattare tantissime foto con lui, come protagonista indiscusso.

Il periodo migliore e più affollato per visitare la Faggeta Monumentale di Canfaito è in autunno, quando le foglie si colorano di arancione, creando un’atmosfera unica che vi emozionerà.

Wine & Food Tour

Questo Marche Tasting Retreat, oltre ad averci portato in un borgo e in una faggeta incantata, ci ha svelato il territorio sotto un altro punto di vista: quello del cibo e vino tipico. Vi premetto che Simone, in questi due giorni intensi di degustazione, ha scoperto un talento da “Sommelier”!

Arrivata l’ora di pranzo ci siamo diretti alla Cantina La Monacesca, collocata nell’alta Valle dell’Esino. Ad accoglierci abbiamo trovato il Sign. Aldo, il proprietario di questo piccolo borgo un tempo appartenente alla Chiesa.

Durante il pranzo abbiamo mangiato tutti prodotti tipici marchigiani  Km 0, come i formaggi e il buonissimo Ciauscolo.

La degustazione dei vini è stata per noi un’esperienza del tutto nuova, che ci ha incuriositi molto e ci ha fatto apprezzare i frutti di questa generosa terra. Il protagonista di questa serie di assaggi è stato il Verdicchio di Matelica DOC, un vino unico proveniente da uve a bacca bianca, che ha ricevuto il riconoscimento DOC nel 1967. È stato il primo vino bianco delle Marche ad essere stato insignito di questa prestigiosa nomina!

Nel caso in cui dovessimo descrivere i sapori di questi vini, diremmo che sentiamo i profumi di Matelica , questa terra meravigliosa che ci ha accolto a braccia aperte. Se siete appassionati di vini e volete vivere un’esperienza sensoriale unica, vi consigliamo di visitare la Cantina del Sign. Aldo. Troverete un proprietario esuberante e pieno di passione per il suo lavoro, che vi racconterà la storia dei suoi vini.

La giornata è proseguita nella città di Matelica, dove abbiamo degustato il Verdicchio di Matelica Spumantizzato all’interno del bellissimo Teatro Comunale.

Degustazione di Ciauscolo e formaggi antichi

Il salume per eccellenza delle Marche, il Ciauscolo, è stato il filo conduttore della cena, insieme ad altri Vini della zona. “Dal produttore al consumatore” grazie all’Azienda Lu Conde , che ci ha deliziato con l’hamburger più buono che abbiamo mai mangiato, fatto interamente da Ciauscolo!

Il mattino seguente  è iniziato nel migliore dei modi, con una degustazione di formaggi locali del caseificio Fontegranne. Questi formaggi nascono dal mix di latte di capra, vacca e pecora, per dare nuova vita a  “caci persi” della tradizione e a nuove tipologie uniche.

Si conclude questa nuova esperienze nelle Marche, un territorio che stiamo scoprendo e amando sempre di più. HomeLikeVillas potrebbe essere la soluzione ideale sul dilemma di dove dormire nelle Marche, rilassarsi e allo stesso tempo visitare il territorio come un vero Local.

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Una giornata a spasso nelle Marche: Corinaldo e Mondavio

Corinaldo

In occasione della visita nell’indimenticabile Valle del Cesano, non abbiamo perso l’opportunità di scoprire due piccola ma emozionanti borghi marchigiani: Corinaldo e Mondavio.

Corinaldo, città palcoscenico

Situato nell’entroterra di Senigallia, già dall’esterno Corinaldo manifesta la sua identità storica medievale. Le sue mura, infatti, sono le più intatte e meglio conservate di tutta la regione Marche e risalgono al 14° secolo!

Se già dall’esterno il borgo risplendeva della sua bellezza, è all’interno che ci ha totalmente sorpresi! Entrando da Porta San Giovanni, e superando un piccola atrio, ci siamo trovati davanti alla famosa scala, composta da 109 gradini, su cui si trova il “Pozzo della Polenta“.

La scalinata dove si trova il Pozzo della Polenta

Perchè questo buffo nome?

Il nome nasce da una leggenda che narra di un contadino il quale, mentre portava un sacco di granoturco sulle spalle, lo appoggiò sul bordo del pozzo, al fine di riposarsi. Sfortunatamente il sacco cadde ed il povero contadino si calò all’interno del pozzo per recuperarlo. Le pettegole di Corinaldo, non vedendolo riaffiorare, iniziarono ad affermare che si stava mangiando tutta la polenta e che addirittura l’avrebbero visto buttare delle salsicce di maiale nel pozzo!

La “Casa di Scuretto”

Le incredibile storie, che hanno come protagonisti gli abitanti di Corinaldo, non finiscono qui. Infatti, passeggiando per le viette che si affacciano sulla scalinata, abbiamo scoperto in Via della Piaggia la simpatica storia della “Casa di Scuretto“. Camminando per la via, ci siamo imbattuti in una facciata, con tanto di civico numero 5, che si affacciava..sul vuoto! Incuriositi dalla bizzarra costruzione, ci siamo sorpresi nel leggere la storia di Gaetano, ciabattino di Corinaldo, conosciuto con il nome di “Scuretto”.

Il figlio, emigrato in America, gli mandava regolarmente i soldi al fine di costruire una casa a Corinaldo, dove tornare un giorno ad abitare. Gaetano però i soldi del figlio se li “beveva” letteralmente, passando da un osteria all’altra. Dopo qualche anno, in cui il figlio non aveva notizie sulla casa, insospettitosi chiese al padre una foto dell’abitazione. Scuretto allora corse ai ripari, costruendo soltanto la facciata, e si fece fotografare di fronte, come affacciato alla finestra. La foto però non convinse il figlio, tanto che i soldi non arrivarono più.

Santuario Santa Maria Goretti

Corinaldo è inoltre noto per essere il paese natale di Santa Maria Goretti. Qui infatti abbiamo visitato il Santuario contenente una reliquia della martire.

Mentre passeggiavamo nella parte alta del borgo, ci siamo fermati ad ammirare la fioritura della bouganville, con i suoi caratteristici fiori viola. A farci compagnia c’era anche un simpatico gattino, voglioso di coccole!

Mondavio

Di respiro più rinascimentale, Mondavio è quel borgo che, entrandovi, dà l’idea che il tempo si sia fermato a qualche secolo fa. La Rocca, ancora ben conservata, ed il suo fossato, con le riproduzioni delle antiche macchine da guerra, ci ha dato la sensazione di tenerci pronti per un eventuale assalto da parte dei nemici!

Oggi Mondavio presenta uno dei centri storici meglio tenuti di tutta la regione Marche. Questo grazie anche al fatto che le mura, costruite alla fine del 15°secolo, non hanno mai subito attacchi.

A Mondavio si può anche visitare l’interno della Rocca e i camminamenti delle mura.

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Autunno nell’alta Valle del Cesano: cosa vedere a Pergola

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Le splendide Marche ci sanno accogliere sempre nel migliore dei modi. Questa volta abbiamo visitato la Valle del Cesano dove, tra le verdi colline marchigiane, fanno capolino molti borghi, alcuni dei quali abbiamo avuto l’occasione di visitare come Pergola, Corinaldo e Mondavio.

Il nostro week-end nel cuore delle Marche si è concretizzato grazie alla collaborazione con il team di Valcesano.com che, con passione e determinazione, promuovono questo territorio raccontando delle attività e delle tradizioni locali.

Nella giornata di domenica abbiamo visitato Pergola insieme a Eleonora, del team di Valcesano, grazie alla quale  abbiamo scoperto gli angoli più caratteristici di questo paese.

Per l’occasione il piccolo borgo si è vestito a festa grazie alla 23esima Fiera Nazionale del Tartufo di Pergola e dei prodotti tipici, che si è tenuta fino al 21 ottobre nel centro del paese. Il protagonista indiscusso di questa Fiera è stato il Tartufo, riproposto in ogni piatto della cucina tipica locale!

Cosa vedere a Pergola: Fiera del Tartufo

Ogni anno nel mese di ottobre il centro di Pergola ospita moltissimi stand enogastronomici di prodotti tipici, sia dei produttori locali che di quelli provenienti da regioni limitrofe, mantenendo il focus sul “Re dei sapori d’autunno”: il Tarfufo Bianco.

La fiera ha lo scopo di valorizzare le produzioni agricole del luogo, dalle quali si ottengono le eccellenze famose in tutta Italia come l’olio di oliva, il vino Pergola D.O.C, i formaggi, la cipolla rossa di Suasa e per finire la Visciolata. I vini aromatizzati sono un’antica tradizione marchigiana e l’afrodisiaca Visciolata di Pergola è uno dei prodotti più apprezzati. Essa si ottiene facendo rifermentare un buon vino rosso insieme ad una varietà selvatica di ciliegie, Prunus Cerasus. Si ottiene così un’ottimo vino aromatico da meditazione, dal colore rosso intenso, da assaporare accompagnato ai dolci.

Per gli amanti del Tartufo non vi resterà che entrare nell’area di 500 mq ad esso dedicata e rimanere inebriati dal suo profumo intenso e deciso. Noi abbiamo approfittato della fiera per farci un buonissimo pranzetto a base di crostini e fettuccine con sopra una pioggia dell’Oro della tavola.

Cosa vedere a Pergola

Prima di dedicarci completamente agli stand gastronomici presenti nel centro città, Eleonora ci ha raccontato la storia di Pergola mentre passeggiavamo per le sue vie. La città, immersa in uno scenario incantevole, si trova sull’alta Valle del fiume Cesano che va a confluire nel Cinisco.

Il centro storico di Pergola seppur piccolo è ricchissimo di monumenti ed opere d’arte da ammirare.

– “La città delle cento Chiese”

Pergola è conosciuta anche come “la città delle cento Chiese”, riflesso dell’importanza che questa città ha avuto negli anni sotto il potere dello Stato Pontificio.

La nostra visita è iniziata dalla Cattedrale, ex Chiesa di Sant’Agostino, che è caratterizzata da uno stile romanico gotico e da un interno arricchito da opere lignee, tra cui la più importante è quella raffigurante i Santi protettori di Pergola. A pochi passi dalla Cattedrale si trova il piccolo e meraviglioso Battistero, assolutamente da non perdere, luogo che ha ospitato anche il Blooming, ovvero il festival di arti numeriche e culture digitali, tenutosi nel mese di giugno.

Arrivati a Corso Matteotti ci siamo recati alla Chiesa di Sant’Andrea, dove internamente meritano una menzione la pala dell’altare maggiore, opera di Palma il Giovane ed il fonte battesimale del bolognese Grossi.

La Chiesa di Santa Maria delle Tinte ci ha lasciati di stucco, ammirando le prestigiose sculture presenti al suo interno. La caratteristica che lascia più stupiti è la semplicità della facciata esterna, in contrasto con la ricchezza nei dettagli presente all’interno.

-Teatro Angel Dal Foco

Piccolo gioiello della città, questo teatro ci ha fatto letteralmente tornare indietro di qualche secolo! I suoi tendaggi rosso porpora, così come le sue poltrone, sono in perfetta armonia con i dettagli colorati delle balconate e del soffitto. Sarebbe veramente emozionante potervi assistere ad uno spettacolo!

– I Bronzi dorati di Cartoceto

Pensate che si tratta dell’unico gruppo statuario, in bronzo dorato di epoca romana, giunto fino a noi! Scoperto casualmente nel 1946 da due contadini, ora alloggiati all’interno del Museo dei Bronzi Dorati della città di Pergola, fa parte di una delle scoperte archeologiche più importanti degli ultimi cinquant’anni.

L’alloggio a Montalfoglio

Montalfoglio

Per la notte di sabato, abbiamo alloggiato nel Bed & Breakfast San Martino, situato nella piccola frazione di Montalfoglio, nel comune di San Lorenzo in Campo.

Appena arrivati, Marina ed Alessandro, i dinamici titolari del B&B, ci hanno dato l’onore di gustare alcune delle specialità tipiche del territorio, tra cui salumi e formaggi, accompagnati da un ottimo vino rosso locale.

Se l’aperitivo è stato buonissimo, la cena è stata a dir poco eccellente! Come consigliato, abbiamo gustato la loro tagliata accompagnata da quattro tipi di condimenti diversi: funghi porcini e frutti di bosco, miele e formaggio di fossa, cipolla rossa di Suasa ed infine caciotta di Urbino e tartufo. Abbiamo praticamente gustato tutta la Valle del Cesano in un sol boccone!

La camera in cui abbiamo alloggiato, pulita e ben arredata, era ricca di dettagli rustici che si sposavano perfettamente con l’ambiente circostante.

Per la colazione invece, consumata all’interno della sala ristorante, abbiamo potuto scegliere tra un gustoso assortimento di crostate (quella con la marmellata di visciole, la nostra preferita) brioche, frutta, yogurt e miele proveniente da produttori locali.

Seppur breve, il nostro weekend nella Valle del Cesano è stato un intenso risveglio dei sensi, grazie alla scoperta dei sapori e dei profumi che solo i prodotti di questo territorio sanno donare, e grazie alla ricchezza culturale che questa parte di Marche contiene. Aspetto ancora più importante è la tenacia e la passione che le persone di questo luogo possiedono, riuscendo a trasmetterle attraverso le loro parole, le loro azioni e le loro aspirazioni.

Grazie, Valle del Cesano!

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Rocca Calascio, meraviglia d’Abruzzo ad alta quota

Dove andare a PasquaChiesa di Santa Maria della Pietà

Negli ultimi tempi, ogni volta che scorrevo su Instagram le immagini presenti negli hashtag relativi all’Italia, spesso mi si presentava l’immagine di Rocca Calascio e della vicina chiesa di Santa Maria della Pietà;  puntualmente ne rimanevo così stupefatto da segnalare ad Elisa la presenza di tale meraviglia. Devo dire che ce ne siamo innamorati molto prima di visitarla fino a che, impazienti di raggiungerla, abbiamo fatto i bagagli e siamo partiti senza pensarci troppo su!

Per il nostro weekend abbiamo scelto di soggiornare nel borgo di Santo Stefano di Sessanio, dal quale sono facilmente raggiungibili Rocca Calascio e Campo Imperatore.

Abbiamo raggiunto la prima nel giorno di sabato mentre il secondo nella giornata di domenica.

Il borgo di Calascio

Sulla strada per arrivare a Rocca Calascio troverete un piccolo paesino arroccato sulla montagna a 1200 m s.l.m. Conoscendo ormai la nostra passione per i borghi, immaginerete che in quello di Calascio ci abbiamo lasciato un pezzetto del nostro cuore.

Questo piccolo e affascinante borgo, in provincia dell’Aquila, si trova nella cornice del Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga. Appena arrivati, ci siamo sentiti catapultati in un’altra epoca dove la tranquillità e la semplicità delle cose fanno da padrone: qui infatti non troverete nè botteghe di artigianato nè ristoranti ad attendervi.

Abitato da poche anime, Calascio è stato anch’esso colpito dal devastante terremoto del 2009 ma, nonostante questo, ha mantenuto intatto tutto il suo fascino. Ci siamo quindi divertiti a perderci tra le sue strette viuzze scoprendo i suoi scorci migliori da vivere e da fotografare.

Purtroppo non siamo riusciti ad entrare all’interno delle chiese in quanto erano chiuse al pubblico, la maggior parte per motivi di risanamento, ma in compenso abbiamo avuto un piacevolissimo incontro. Attratti da una via piena di fiori colorati, dove ci siamo fermati a curiosare, abbiamo conosciuto la signora Lidia che, dopo esserci complimentati con lei per la cura con la quale aveva allestito il vicolo, ci ha iniziato a raccontare la sua storia ed il suo amore per questa terra, da cui è stata lontana per parecchi anni.

Amici, in questo breve week-end l’Abruzzo ci ha colpito non solo per le sue bellezze paesaggistiche ma anche, e soprattutto,  per le splendide persone che, come Lidia, abbiamo incontrato lungo il cammino.

Nel borgo di Calascio non ci abbiamo lasciato solamente il cuore ma anche gli occhiali da sole di Simone! Chi ci ha seguito nelle stories durante il viaggio, conosce già l’aneddoto;  infatti in questo borgo ci siamo prima dimenticati il cavalletto ( fortunatamente ritrovato) e poi gli occhiali da sole che invece sono svaniti nel nulla.

Il castello di Rocca Calascio

Dopo esserci rifocillati con una mega pizza bianca ripiena con i salumi, ci siamo messi in macchina per raggiungere Rocca Calascio.

Con la sua altitudine di 1.460 metri sul livello del mare, Rocca Calascio detiene il primato della rocca più elevata d’Italia. Da questo magnifico punto panoramico vi si apre una finestra sulla valle del Tirino e l’altopiano di Navelli, mentre poco lontano si può scorgere la piana di Campo Imperatore con il magnifico Gran Sasso.

La rocca, visitabile gratuitamente, è stata scelta come set di molti film famosi tra i quali “Lady Hawke” e “Il nome della Rosa”.

Oltre al famigerato castello, che un tempo fungeva da punto d’osservazione militare, nelle sue vicinanze si trova la suggestiva Chiesa di Santa Maria della Pietà. La Chiesa, costruita nel 1596, ha una pianta ottagonale e al suo interno è possibile ammirare il dipinto che raffigura la Vergine Miracolosa e una scultura di San Michele Armato.

Sinceramente non pensavamo di trovare tanta meraviglia in Abruzzo! Ci siamo però subito ricreduti ammirando questo panorama sconfinato che si ha da Rocca Calascio. Come non rimanere a bocca aperta, amici? La natura in questa regione la fa da padrona e gli abitanti vivono in sintonia con essa.


#Informazioni pratiche

Per raggiungere Rocca Calascio ci sono diverse possibilità:

  1. In macchina, parcheggiando nelle varie aree di sosta che incontrerete sulla strada e da lì continuare a piedi passando per il borgo disabitato di Rocca Calascio;
  2. Con la navetta, al costo di 2 euro. I biglietti si acquistano al punto informazioni del borgo di Calascio;
  3. A piedi, con un trekking di circa 30 minuti che parte sempre dal paese di Calascio.

Riguardo i punti ristoro vi segnaliamo il Rifugio della Rocca, diventato, oltre che ristorante, un albergo diffuso.

Un ultimo accorgimento che vogliamo darvi è che la visita interna sia della Rocca che della Chiesa è fino le 17 del pomeriggio.

TravelDay Trip

La Scarzuola: la città-teatro nel cuore dell’Umbria

la Scarzuola

Desideravamo da tanto vedere La Scarzuola ma non era mai capitata l’occasione fino a quando un nostro amico di Instagram, Stefano @stefano.acquaviva.1987 (andate a visitare la sua splendida gallery!), non ci ha invitati. Siamo partiti così di buon mattino per l’ Umbria alla volta di Montegabbione con mille aspettative per questo luogo ancora poco conosciuto!

Prima di arrivare

La Scarzuola si trova nella frazione di Montegiove nel comune di Montegabbione, in provincia di Terni. Per arrivare dovrete sporcare un pò la vostra auto percorrendo qualche kilometro di strada sterrata; tranquilli però nulla di preoccupante!

Quella che si presenterà davanti a voi non sarà la “classica” visita guidata che vi immaginate: nessun custode che vi spiegherà diligentemente l’architettura del luogo ma al suo posto vi troverete un’eccentrico proprietario, che vi condurrà in un percorso metaforico di rinascita, per arrivare infine alla piena realizzazione dell’Essere.

Visitare la Scarzuola

Appena arrivati all’entrata ci ha accolto Brian, il custode, che dato il suo accento british, abbiamo scoperto successivamente essere australiano, di Melbourne precisamente. Avendo vissuto in Australia, per un attimo ci siamo sentiti catapultati indietro nel tempo!

Prima di immergerci nella visita della “città”, l’ attuale proprietario, Marco Solari, nipote dell’ architetto Buzzi ci ha narrato la storia di questo luogo tra risate fragorose ed espressioni colorite sulla società odierna.

L’intero complesso dove si sviluppa La Scarzuola fu acquistato dall’architetto Tomaso Buzzi nel 1956, creandovi attorno la sua “città ideale” che, alla morte di quest’ultimo nel 1981, fu completata dall’erede Marco Solari. Dove oggi è posizionato il convento, si crede fu il luogo dove San Francesco d’Assisi realizzò una capanna con una pianta palustre, la Scarza, da cui deriva il nome odierno.

Entrati all’interno del complesso si rimane subito affascinati da questa architettura neo manierista fuori dagli schemi, proprio come il suo possessore.

Ci siamo trovati dentro questa surreale città Buzziana che comprende 7 teatri con all’apice l’Acropoli, costituita da una molteplicità di edifici, monumenti, mostri e scale. Tutte le  costruzioni presenti, di materiale tufaceo, sono una rappresentazione allegorica dei diversi aspetti della psiche, portando lo spettatore ad una maggiore consapevolezza di se stesso.

Questa città-teatro immersa nel cuore dell’Umbria ci ha letteralmente conquistati, insieme al suo irriverente proprietario e vi assicuriamo che non ne rimarrete delusi.

Consigli utili

La visita guidata della  Scarzuola ha una durata di circa 2 ore e bisogna prenotare tramite il numero 0763/837463 oppure inviando una mail a info@lascarzuola.com. Il costo della visita è di € 10.00 .

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