borgo

Day Trip

Ritrovare se stessi a contatto con la Natura: Vitorchiano ed il Parco dei 5 sensi.

Vitorchiano

Visto che l’autunno tardava ad arrivare ed il sole continuava a splendere come se fosse estate, ne abbiamo approfittato per trascorrere quest’ultimo weekend estivo rilassandoci a contatto con la natura.

La nostra scelta è ricaduta sul Parco dei 5 Sensi, situato nel comune di Vitorchiano, nel cuore della Tuscia viterbese.

 

Il borgo di Vitorchiano

Appassionati di borghi quali siamo, non potevamo di certo non dedicare alcune ore alla visita di Vitorchiano, posto ai piedi dei Monti Cimini, a pochi chilometri da Celleno e dalla celebre Civita di Bagnoregio.

Il borgo, nominato Bandiera Arancione, possiede un centro storico tra i meglio conservati della Tuscia viterbese. La sua caratteristica principale, ancora oggi ben visibile, è quella di essere arroccato su di una rupe tufacea ed essere cinto da mura merlate, costruite con la pietra locale, il peperino.

Un’altra peculiarità che contraddistingue questo borgo sono i profferli, elementi tipici dell’architettura medievale del luogo, consistenti in scale esterne che portano al pianerottolo di accesso delle abitazioni.

Camminando per le strette vie del centro storico, siamo rimasti affascinati dai vari scorci dove la pietra grigia faceva da contrasto al verde e ai colori dei fiori.

Una signora del posto ci ha consigliato di non perdere la vista che si ha di Vitorchiano, nella sua interezza, dal Belvedere. A circa 1 km dalla porta di accesso al borgo, Porta Romana, in direzione Grotte Santo Stefano, siamo arrivati allo spiazzo del Belvedere dove ad attenderci c’era un Moai. Avete capito bene amici! Proprio a Vitorchiano è situato l’unico Moai al mondo al di fuori dell’isola di Pasqua.

Questo gigante, del peso di 30 tonnellate e alto 10 metri, fu scolpito sul posto negli anni ’90 da una famiglia originaria di Rapa Nui, con l’obiettivo promuovere il restauro delle loro famose statue nell’isola.

 

Barefoot nella faggeta

A pochi minuti di macchina dal centro di Vitorchiano si trova il Parco dei 5 Sensi, un’attrazione estesa all’interno di una faggeta di tre ettari, che permette di entrare in contatto con la natura in maniera originale e divertente.

L’idea di un percorso emozionale nella natura è nata dall’entusiasmo di Thomas ed Enrica, i quali hanno importato dalla Germania il Barefoot Park, ovvero la pratica di camminare a piedi nudi nei boschi.

Il Parco dei 5 sensi è un parco “esperenziale”, come lo definiscono gli stessi proprietari, pensato per il divertimento di tutti, soprattutto per le esigenze e la curiosità dei più piccoli. All’interno del bosco si può scegliere fra varie attività che spaziano dal percorso a piedi scalzi, laboratori per i bambini, fino all’esperienza di dormire dentro una tenda sospesa.

L’attività secondo noi più particolare, e che abbiamo scelto di fare, è il percorso nel bosco a piedi nudi.

La nostra esperienza

Prima di “immergerci” con i piedi nel Bosco, abbiamo prenotato un Original Picnic all’ombra della faggeta, compreso di coperta e di un cestino con panini, bibite e frutta. Dopo questo breve ristoro ed un momento di relax sull’amaca, in compagnia solo dei suoni della natura, ci siamo tolti le scarpe e, insieme a Pietro, l’Artigiano dei Sensi, ci siamo incamminati per i sentieri del bosco.

Durante il percorso sensoriale abbiamo risvegliato i nostri sensi annusando e toccando i “misteriosi” materiali contenuti nelle cassette colorate e camminando a piedi scalzi nelle vasche incontrate durante il sentiero. Non vogliamo svelarvi tutto ma vi diciamo solo che ci siamo divertiti come due bambini a stare con i piedi dentro al fango e a camminare nella torba!

Alla fine di questa passeggiata, della durata di un’ora circa, dopo esserci lavati i piedi sporchi di fango, siamo passati all’ultima attività della giornata, ovvero la preparazione del pane al bastone e la cottura sul braciere. Devo essere sincera, il pane di Simone era molto più buono del mio!

Al termine di questo bellissimo pomeriggio ci siamo sentiti incredibilmente rigenerati. Consigliamo a tutti di venire a passare una giornata diversa, lontana dal caos cittadino, in mezzo a questo Parco naturale che, minimizzando l’impatto sulla faggeta, ha permesso di riqualificarla, rendendola fruibile a tutti.

 

 

TravelDay Trip

Celleno e Civita di Bagnoregio : due magici borghi della Tuscia Viterbese

Civita di Bagnoregio

In occasione della 32° edizione della Sagra Delle Ciliegie, abbiamo approfittato per visitare Celleno, un piccolo borgo laziale situato vicino a Vitorchiano, a pochi passi da Civita di Bagnoregio. In questo sabato fuori porta siamo stati accompagnati da alcuni nostri amici che, incuriositi dai nostri post su Instagram, hanno deciso di seguirci alla scoperta dei luoghi meno conosciuti de “L’Italia che non ti aspetti”.

Celleno: il “Borgo Fantasma”

La prima tappa del nostro percorso è stata la visita al “Borgo Fantasma” di Celleno che però non è stato così facile da raggiungere! Infatti, a causa dei preparativi della Sagra e della 1° edizione di “Motori e Ciliegie”, una manifestazione di moto d’epoca sportive, le strade del borgo erano per lo più chiuse ed abbiamo dovuto optare per un sentiero alternativo più naturalistico e “gustoso”. Il nostro sabato si è quindi trasformato, per circa una mezz’oretta, in un trekking gastronomico accompagnato da assaggio di ciliegie, raccolte direttamente dagli alberi che incontravamo sul nostro cammino (una bontà!).

Borgo Celleno

Giunti finalmente nelle vicinanze del “Borgo fantasma”, ci aspettava una ripida salita per poter accedere alle porte dell’antica Celleno. Abbiamo quindi approfittato di una pausa per scattare delle foto e riprendere fiato. Entrando ci siamo trovati subito in una piccola ma suggestiva piazza racchiusa dalla chiesa di San Donato ed il suo campanile, un palazzetto restaurato dal maestro Enrico Castellani, ed il Castello Orsini. Proseguendo per il percorso, mentre da un lato si scorgevano le rovine antiche, dall’altro si godeva di un panorama veramente suggestivo. Ciò che si poteva ammirare era la natura selvaggia e calanchi, risultanti dall’erosione del terreno.

Civita di Bagnoregio: “La Città che muore”

Scendendo dall’Antica Celleno, continuando a degustare le ciliegie precedentemente raccolte e scattando foto Polaroid, abbiamo raggiunto in auto “La città che muore”, Civita di Bagnoregio, intorno alle ore 20. La luce del tramonto era magnifica, ideale per fotografie dalle ombre morbide . Siamo stati inoltre abbastanza fortunati da entrare senza dover pagare il ticket, in quanto la biglietteria stava chiudendo.

(Per ulteriori informazioni su orari e costi cliccate qui)

Fa sempre un certo effetto percorrere il lungo ponte di 300 m che regala diversi angoli di osservazione della città che si erge solitaria sull’imponente masso. Nonostante fossimo quasi all’imbrunire, il borgo risultava vivace e festoso: molte le persone ad immortalare le deliziose vie ricamate da fiori coloratissimi e tanti che godevano della bellezza antica del luogo davanti ad un buon aperitivo. Inoltrandoci per le viette siamo andati alla ricerca di quei scorci mozzafiato che solo Civita di Bagnoregio è capace di regalare. Sapevate che è stata aperta nel 2017 la candidatura per entrare nei Beni Patrimonio dell’ Unesco? Sarebbe veramente un grande passo avanti per sensibilizzare l’opinione pubblica, al fine di tutelare un luogo che pian piano sta scomparendo.

Per chiudere il nostro sabato, siamo tornati affamati verso Celleno per immergerci nel cuore della “Sagra delle Ciliegie”. Gustando lo street food dai vari stand situati in Piazza della Repubblica, abbiamo assistito alla sfilata dei carri, tutti ovviamente a tema ciliegia, e ci siamo sentiti subito come catapultati nel Carnevale, soltanto con il tempo mite tipico di Giugno.

E’ stato veramente bello vedere quanto una piccola comunità, rappresentata dagli abitanti di Celleno, siano così fieri ed entusiasti di festeggiare il loro “oro” locale: la ciliegia. Grazie ad essi, abbiamo potuto respirare quella magia e tradizione tipica di paese che sta quasi scomparendo nelle grandi città .