Ciociaria

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Falvaterra: alla scoperta di un gioiello sconosciuto con Sara in Wanderlust!

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Che posto è Falvaterra?

A poco più di un’ora da Roma, dall’alto dei Monti Ausoni, si affaccia un piccolo borgo che, dalla sua altura, può vigilare su tutta la Ciociaria. Siamo a Falvaterra, paese che emana storia da ogni mattone, circondato dalla campagna e dai boschi ciociari, ma purtroppo poco conosciuto. Andiamo a conoscerlo meglio!

UN PO’ DI STORIA DI FALVATERRA

Il suo nome, in origine, era Fabriateria e fu fondata dai romani nel 125 a.C. per essere poi distrutta dai longobardi, ed essere successivamente ricostruita dai sopravvissuti con il nome di Falvaterra, stavolta, però, venne ricostruita sui Monti, così da godere di una posizione strategica per difendersi dagli attacchi. Durante la seconda guerra mondiale fu rifugio di tantissime persone che cercavano di sfuggire ai bombardamenti ed alle violenze dei tedeschi. Nel 1944 un gruppo di contadini organizzò una spedizione per riprendersi il bestiame che era stato razziato dai tedeschi, purtroppo, questo causò un grandissimo numero di esecuzioni e di vittime.

COSA VEDERE A FALVATERRA

Ma dopo un assaggio della sua storia, cerchiamo di scoprire com’è Falvaterra oggi.

Falvaterra è un minuscolo borgo con poco più di 500 abitanti. Volendo, in una sola giornata, si possono visitare tutti i punti di interesse della zona. Iniziamo il nostro tour, proprio dal borgo. La prima cosa che incontreremo entrando nel paese è la Piazza Umberto I, contornata dagli edifici storici e dalla sua bella fontana. Se percorriamo la salita dietro il bar della piazza, incontreremo ben presto il Torrione Belvedere sulla Valle dei Latini che offre una vista incredibile. Degno di nota il Monumento in Memoria dei Caduti di Guerra che si trova proprio al centro del Torrione. Qui è possibile cenare o gustare un aperitivo, godendo della stupefacente vista. A questo punto, proseguiamo la salita fino alla Piazza di Santa Maria Maggiore dove incontriamo, per l’appunto, la Chiesa neoclassica di Santa Maria Maggiore, che merita anche una visita all’interno. Da qui in poi non ci resta che addentrarci nei vari e molto pittoreschi vicoli, fin quando incontreremo il secondo Torrione, anch’esso con una vista stupenda. Ora possiamo percorrere Via Roma per ritornare alla piazza principale oppure continuare ad esplorare i vicoli, godendoci le sorprese, le viste panoramiche improvvise, che questi ci riservano.

Ma la visita del borgo non finisce qui, poiché se torniamo un piazza Umberto I ed alziamo lo sguardo verso il lato opposto del campanile, noteremo, sulla parte più alta del monte su cui ci troviamo, una statua piuttosto grande raffigurante la Vergine Maria. Prendiamo dunque la salita che ci troviamo davanti e seguendo un percorso piuttosto breve e leggermente in pendenza raggiungiamo l’obiettivo. A questo punto avremo di fronte agli occhi pura meraviglia, un’atmosfera magica, intorno a noi solo la natura, la vista dall’alto sul borgo e su tutta la valle. Vi consiglio di prendervi qualche minuto, perché questo momento e queste sensazioni, vanno vissute a pieno.

La visita del borgo è finita, ma abbiamo ancora diverse cose da scoprire nelle immediate vicinanze. Tanto per cominciare, a pochi chilometri da Falvaterra troviamo le più famose Grotte di Pastena, grotte di origine carsica davvero affascinanti. Il costo del biglietto è 9€.

Tornando verso Falvaterra ed andando nella direzione dell’autostrada c’è poi il Convento di San Sosio Martire (patrono di Falvaterra), che merita sicuramente una visita, anche solo per l’atmosfera in cui ci si trova immersi. L’ultima tappa del nostro tour è la mia preferita: il Monumento Naturale delle Grotte di Falvaterra e Rio Obaco. Iniziamo dal Rio Obaco, un fiumiciattolo (non troppo piccolo) immerso nel bosco e caratterizzato da diverse piscine dall’acqua fresca e limpidissima, un luogo dove è possibile stabilire un contatto diretto con la natura e dal quale, fidatevi, non vorreste mai andar via. Le Grotte di Falvaterra sono la perla di questa zona, sono tra le più lunghe della Regione Lazio e del Centro Italia, sono caratterizzate da aree attive ricche d’acqua, cascate e rapide. Si possono, poi, ammirare tante concrezioni calcaree bianchissime. La parte attiva si collega, dopo un percorso di circa 2,5 km con le Grotte di Pastena. Qui, è possibile fare due tipologie di visite diverse: la visita turistica (quella classica, diciamo) che ha un costo di 4€, e, per i più avventurosi, la visita speleoturistica grazie alla quale vi calerete con le funi, nuoterete all’interno delle piscine della grotta, ed esplorerete le bellezze più nascoste di questo Monumento Naturale. La visita speleoturistica offre la scelta tra due percorsi diversi: il percorso A della durata di circa 2 ore ed un costo di 20€ a persona, ed il percorso B della durata di circa 3 ore ed un costo di 30€ a persona. Le visite speleoturistiche si effettuano esclusivamente su prenotazione, quindi non dimenticate di prenotare o rimarrete fregati! Questa tipologia di visita è effettuabile sia in estate che in inverno, l’ambiente ovviamente sarà diverso in base alla stagione. (Tutte le informazioni potete comunque trovarle sul sito www.grottedifalvaterra.it )

COSA MANGIARE A FALVATERRA

Ma lo sappiamo, in Italia non si viaggia se non con la gola, quindi ecco qualche piatto che non potete perdere in questa zona: primo tra tutti, o almeno per quanto mi riguarda, la fantavolosa pasta fatta a mano, in particolare i tipici “fini fini” e gli “strozzapreti” conditi con ragù di cinghiale o con qualsiasi altra cosa, perché il fulcro del piatto è proprio la pasta stessa. Per gli amanti delle zuppe poi questo è il paradiso, potrete assaggiare le “sagne e fagioli” o “ceci e rosmarino” o la semplicissima zuppa di “pane e verdure”. Una delizia! Parlando di pane, non potete non assaggiare il Pane di Veroli, con tanto di marchio IGP! E poi ci sono una varietà di salumi, formaggi, oli da leccarsi i baffi! Ma non preoccupatevi, vi verranno serviti negli abbondantissimi antipasti! Ultime, ma non per importanza, le ciambelline al vino, che spesso vi verranno offerte dal ristoratore alla fine del pasto.

LOCAL TIPS         

Vi ho detto cosa mangiare, ma se volete sapere anche dove mangiarle queste cose, allora vi consiglio l’Agriturismo “Il Ruspante”, luogo accogliente e dalla cucina ottima che si trova a Castro dei Volsci.

Per me, questi sono luoghi di un’inestimabile valore, incontaminati e, ahimè, poco conosciuti. Luoghi dove si può respirare l’autenticità della tradizione, della popolazione che li vive quotidianamente e che li porta avanti con fierezza. Luoghi dove possiamo conoscere parte del patrimonio naturale italiano, dove possiamo apprezzare le ricchezze naturalistiche del nostro paese e osservarle nel loro stato più selvaggio, incontaminato, senza filtri e barriere.

Allora, vi ho incuriositi? Che aspettate? Andate a scoprire questa incantevole terra!


Chi sono?

Sono una studentessa di Scienze Naturali che sogna di girare il mondo, magari unendo l’amore per la natura e per i viaggi.

Cosa troverete sulla mia pagina?

Consigli per viaggi low-cost ed eco-sostenibili. Consigli su destinazioni poco turistiche, classifiche di destinazioni economiche e consigli sulle destinazioni mese per mese!

Dove trovare tutto questo?

https://www.instagram.com/sarainwanderlust/