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Slow Tourism: in Bici fra i borghi di Garda, Bardolino e Lazise

Lago di Garda in bicicletta

Di solito ci piace visitare i diversi borghi di una regione programmando nel dettaglio un on the road in macchina. Questa volta però, in bici fra i borghi di Garda, ci siamo voluti immergere nel territorio, attraverso un turismo lento e allo stesso tempo ecosostenibile. La nostra scelta è ricaduta sulle due ruote (senza motore!ehehe) per scoprire i bellissimi borghi che si affacciano sulla sponda orientale del lago.

Prima di continuare con il racconto di questa fantastica giornata volevamo dirvi due parole sullo Slow Tourism.

Cos’è lo Slow Tourism?

Lo Slow Tourism, letteralmente “turismo lento”, è un modo diverso di approcciare al viaggio, soffermandosi ad osservare anche i più piccoli dettagli. Questo modo di viaggiare, che valorizza e promuove lo sviluppo dei territorio in maniera responsabile, vi permetterà di uscire dai soliti circuiti turistici, dando un significato profondo al rispetto dell’ambiente che vi circonda.

Diventare un “viaggiatore Slow” è molto semplice. Al giorno d’oggi infatti, ci sono sempre più attività che danno la possibilità di esplorare i luoghi in modo ecosostenibile e al tempo stesso divertente! Un esempio? la nostra giornata in bici fra i borghi di Garda, Bardolino e Lazise oppure un bel trekking rigenerante in montagna o ancora una passeggiata a cavallo sulla spiaggia. Potremmo continuare all’infinito con questo elenco.

Se siete amanti dei piccoli borghi, dei luoghi incontaminati e ricercate il relax e la tranquillità, uniti ad esperienze che vi faranno conoscere a 360° il territorio, allora lo Slow Tourism fa’ proprio al caso vostro!

La nostra giornata in bici fra i borghi di Garda, Bardolino e Lazise

Lago di Garda in bicicletta

Il nostro week-end sul lago di Garda è iniziato dalla città di Costermano, dove avevamo prenotato l’alloggio, che dista solamente pochi minuti di auto da Garda.

Per il noleggio delle biciclette invece, ci siamo affidati al negozio Bella Bici nel borgo di Garda. Il costo totale per la City bike relativo ad una giornata è stato di 12 euro/persona.

– Il Borgo di Garda

Il borgo di Garda è stato la nostra base di partenza e arrivo nella giornata in bici nell’omonimo lago. Abbiamo passeggiato sul lungolago con i colori del tramonto e ci siamo fermati ad ammirare questo spettacolo nel grazioso pontile di legno.

Purtroppo per mancanza di tempo non siamo riusciti a visitare (e fare un tuffo) al Parco Baia delle Sirene e Punta San Vigilio. La prima è una bellissima spiaggia (a pagamento) all’ombra di ulivi maestosi, in cui trascorrere piacevolmente le afose giornate estive tra un bagno e l’altro. Punta San Vigilio invece, dove si trova la spiaggia della baia delle Sirene, è considerata  la “Portofino del lago di Garda”. Questa piccola penisola a pochi passi da Garda, è sicuramente uno dei luoghi imperdibili se decidete di visitare questa sponda del lago.


Parcheggio a Garda: Vi segnaliamo il sito del Comune per sapere tutte le aree di sosta, a pagamento e non.

Ristoranti: Vogliamo consigliarvi l'”Osteria Silvestro”, dove abbiamo gustato un’ottima cena a base di pesce ad un prezzo giusto.


– Il Borgo di Bardolino

Lago di Garda in bicicletta
Chiesa Parrocchiale dei Santi Nicolò e Severo.

La seconda tappa della giornata in bici fra i borghi del lago di Garda è stata Bardolino, ridente borgo che si affaccia anch’esso sulla riva est del lago.

Parcheggiate le nostre City bike in prossimità del molo (durante il week-end è molto affollato), ci siamo fermati a osservare con gli occhi a cuoricino mamma anatra con i suoi 10 piccoli anatroccoli. Una scena troppo dolce!

Lasciati gli anatroccoli, ci siamo addentrati nel centro storico, rimanendo colpiti dalle casette colorate, arricchite da bellissimi fiori e dalle vie che pullulavano di negozietti di ogni tipo.

Arrivati nella piazza principale, Piazza Matteotti, si siamo trovati difronte all’imponente Chiesa Parrocchiale dei Santi Nicolò e Severo, che merita una visita.

Un’altra cosa imperdibile se passate a Bardolino sono le sue spiagge, non molto grandi ma ben attrezzate. Noi ci siamo concessi una pausa nella spiaggia libera, non lontana dal centro, rinfrescandoci con i piedi ammollo nell’acqua.

Vi consigliamo di portare con voi un telo mare e il costume, così da farvi un tuffo tra un borgo e l’altro!

– Il Borgo di Lazise

Arriviamo alla terza e ultima tappa della nostra giornata in bici fra i borghi di Garda, Bardolino e Lazise. Non possiamo nascondere che quest’ultimo borgo è stato il nostro preferito.

Sapevate che Lazise è stato il primo comune libero d’Italia? Noi l’abbiamo scoperto leggendo la targa che riportava la data dell’importante evento, avvenuto nel lontano 983.

Una peculiarità di Lazise è la Piazza principale, caratterizzata da una pavimentazione con motivo a scacchi. Tutt’intorno si possono ammirare i bellissimi porticati che ospitano molti locali in cui fermarsi per un pranzo veloce o un aperitivo.

Proseguendo lungo la piazza vi troverete di fronte al suggestivo Porto Antico, uno degli scorci più belli del piccolo paese. Una bellissima cartolina questo specchio d’acqua con attraccate le barchette dei pescatori.

Dopo tanto pedalare la fame ha iniziato a farsi sentire e da brava golosa mi sono concessa una coppa gigante di fragole con panna! Come resistere?

Giunta l’ora di ritornare a prendere la macchina a Garda, non siamo riusciti a visitare la Dogana Veneta e il Castello Scaligero, che in ogni caso vi suggeriamo di vedere.


Opinioni personali sulla giornata in bici fra i borghi di Garda, Bardolino e Lazise:

La pista che abbiamo percorso è ciclo pedonale, quindi sopratutto nel week-end è molto affollata e non è stato semplice circolare con le City bike. Nonostante tutto ci sentiamo di consigliare questo itinerario a tutti, sopratutto per le famiglie con bambini piccoli, in quanto è molto semplice e non presenta dislivelli elevati.

Prendetevi il vostro tempo per ammirare il meraviglioso panorama che si può godere in sella alla vostra bici e per scoprire i piccoli e colorati paesini che attraversate.

Buona visita al lago di Garda Amici Viaggiatori!

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I mille colori dell’Umbria – La “Fiorita” di Castelluccio di Norcia

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Molti di voi avranno sentito parlare per la prima volta di Norcia a causa del terremoto che più di due anni fa l’ha letteralmente distrutta. Noi, da bravi umbri invece, conosciamo Norcia da tempo e l’abbiamo amata quando era ancora in piedi, e ancor di più ora che sta cercando faticosamente di rialzarsi lasciandosi alle spalle quell’immane tragedia. Anche se attualmente la situazione non è delle migliori, vogliamo comunque dedicare un articolo a questo angolo di terra umbra, perché nonostante la città sia ancora in ginocchio, ci sono moltissime cose che un turista qualsiasi può fare per aiutare la comunità a risollevarsi. Stiamo parlando dell’andare a visitare la famosissima Fiorita di Castelluccio di Norcia e di acquistare i prodotti tipici come il tartufo, i formaggi, i salumi e le lenticchie. Ma procediamo con ordine.

Fiorita di Castelluccio di Norcia. Alla scoperta del borgo di Norcia

Norcia è situata al centro tra la Valnerina (ovvero la stretta fluviale creata dal Fiume Nera) e i Monti Sibillini, regalandole una cornice di montagne e natura incontaminata unica. Questo suo posizionamento fa sì che la cittadina appaia non solo come un mix di diversi stili architettonici (romano, medioevale e rinascimentale) sedimentati nel tempo, ma dà anche la possibilità di godersi l’aria buona di montagna e i molti percorsi naturalistici presenti.

Il borgo di per se, seppur piccolo, offre molte cose da vedere. Innanzi tutto il suo cuore: Piazza San Benedetto, sulla quale affaccia l’omonima Basilica, il Palazzo Comunale e la Statua del Santo. La foto che vedete è stata scattata qualche anno fa, prima che ci fosse il terremoto. Purtroppo oggi la Basilica, risalente al 1200, è pressoché distrutta, così come il Campanile, ma la facciata è ancora in piedi. Un tempo era visibile anche il Portico delle Misure, situato su un lato della Basilica, che veniva usato come mercato dei cereali coperto.

La cosa davvero sconvolgente, se si arriva oggi a Norcia, è vedere a un primo impatto la faccita della Basilica ancora in piedi, per poi spostarsi appena di qualche passo e trovare il vuoto dietro di essa, con questo pezzo di storia umbra e italiana completamente crollata. Noi che amiamo la nostra terra soffriamo ogni volta nel pensare a quanta bellezza sia andata perduta e a quanto difficile è la situazione per i cittadini di Norcia.

Sempre sulla piazza affaccia la Castellina, una fortificazione che a oggi ospita il Museo Diocesano; il Palazzo Comunale e il Monumento a San Benedetto di Norcia, una statua di Francesco Prinzi creata in occasione del XIV centenario della nascita del Santo.

Appena decentrata rispetto alla piazza c’è la Chiesa Concattedrale di Santa Maria Argentea che, insieme alla Basilica, è il luogo di culto principale. Anche questa è quasi completamente crollata durante il sisma del 2016. Conservava un Crocifisso ligneo dell’artista Giovanni Tedesco, andato distrutto a causa del terremoto.

Poco distante si trova il Complesso Monumentale di San Francesco che ospita l’archivio comunale e la biblioteca civica, così come la Chiesa gotica di Sant’Agostino. Nella zona della Porta Ascolana c’è un Criptoportico che ospita alcuni reperti archeologici ritrovati in zona.

Di rilevanza per originalità, di sicuro ci sentiamo di segnalarvi il Tempietto, opera di Vanni Della Tuccia del 1354. Durante il Medioevo si chiamava Maìna e veniva usato come edicola.

L’evento più atteso dell’anno: la Fiorita di Castelluccio di Norcia

Nei mesi estivi (il periodo esatto varia di anno in anno in base alle condizioni meteorologiche, ma di solito è compreso tra maggio e luglio), sull’Altopiano Umbro-Marchigiano, si svolge quella che è a tutti gli effetti una delle meraviglie dell’Umbria: la Fiorita di Castelluccio di Norcia.

Castelluccio si trova a circa 30 km da Norcia ad una quota di quasi 1500 metri d’altitudine. A oggi, la strada per raggiungere la Piana è aperta, ma vi suggeriamo di consultare sempre prima il sito del comune per rimanere aggiornati sulla situazione.

La Fiorita (o Fioritura) di Castelluccio  di Norcia ha luogo nella Piana sotto al paese (andato anch’esso distrutto e ormai disabitato a causa del terremoto), dove i contadini del luogo si prendono cura di questi campi tutto l’anno per regalare uno spettacolo impareggiabile ai turisti. È infatti qui che viene coltivata la famosissima lenticchia, di cui vi parleremo in seguito.

Si può visitare il Pian Grande, alle pendici del Monte Vettore, insieme al Pian Piccolo e al Pian Perduto in completa autonomia con la propria autovettura (questo anche verificatelo sul sito del comune. C’è comunque un servizio navetta disponibile gratuitamente per tutti i visitatori).

Lo spettacolo che regalano i fiori è incredibile. Ce ne sono di tantissimi tipi e colori diversi e offrono quello che è, a nostro avviso, uno degli spettacoli più belli che abbiamo mai avuto il piacere di vedere. Non solo perché è incredibile la varietà e l’estensione a perdita d’occhio, ma anche perché si può ammirare il paese arroccato in cima alla montagna dal basso, regalando uno scenario fiabesco.

La Fiorita è un tesoro che le persone del luogo e la natura ci presentano ogni anno, trasformando semplici altopiani spogli in una forza del territorio. Infatti questo luogo è ricco di quelle che vengono definite “piante infestanti”, ma che qui diventano davvero uniche.

Visitare la Fiorita di Castelluccio di Norcia non solo aiuterà i cittadini stessi, ma vi riempirà gli occhi di meraviglia.

Quel che ci sentiamo di dirvi con tutto il cuore è: rispettate i fiori. Non calpestateli. Questi contadini hanno impiegato un anno intero per potervi offrire questo spettacolo unico. Rispettiamo il loro lavoro e la loro passione, seguiamo poche semplici regole e godiamoci in tutta tranquillità questo scenario.

Fiorita di Castelluccio di Norcia. #LocalTips

Più che un ristorante, ci sentiamo di consigliarvi dei prodotti tipici che potrete acquistare e degustare in qualsiasi norcineria del paese: il tartufo, i vari tipi di salumi, i formaggi e soprattutto la lenticchia.

Norcia è la prima in classifica nella produzione del tartufo nero, grande alleato di moltissime delle ricette tipiche più buone d’Italia. A Norcia ne hanno fatto una vera e propria cultura, usandolo in moltissime ricette, dall’antipasto ai primi, ai secondi e persino nei dolci.

Altro grande pezzo forte del territorio è il prosciutto, ad oggi marchio comunitario IGP. È talmente buono e salutare, senza additivi, che è usato nelle diete degli sportivi, perché fornisce il giusto mix di principi attivi. Tuttavia, a Norcia potrete trovare anche degli squisiti capocolli, pancetta, guanciale, salsicce sia di maiale che di cinghiale (la specialità della zona) e moltissimo altro ancora.

Grazie alle condizioni ambientali favorevoli, a Norcia si trovano caciotte, mozzarelle, pecorino, burro e soprattutto la ricotta salata. Questa è infatti uno dei prodotti d’eccellenza, ricavata da latte intero di pecora, con piccole percentuali di latte vaccino o caprino. È prodotta da gennaio ad agosto e molti dei pastori locali la fanno ancora a mano, con le tecniche e i tempi della tradizione, rendendo il suo gusto unico e inimitabile.

Ultime ma non ultime: le lenticchie. Quelle di Norcia sono una delle varietà più pregiate e – a nostro avviso – le più buone in assoluto. Anche le lenticchie fanno parte nel piano comunitario IGP e vengono coltivate direttamente sulla Piana di Castelluccio di Norcia.


Dove trovare Ciottini on the road?

I nostri canali social:

Blog: https://ciottiniontheroad.wordpress.com/

Instagram: https://www.instagram.com/ciottiniontheroad/

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Autunno nell’alta Valle del Cesano: cosa vedere a Pergola

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Le splendide Marche ci sanno accogliere sempre nel migliore dei modi. Questa volta abbiamo visitato la Valle del Cesano dove, tra le verdi colline marchigiane, fanno capolino molti borghi, alcuni dei quali abbiamo avuto l’occasione di visitare come Pergola, Corinaldo e Mondavio.

Il nostro week-end nel cuore delle Marche si è concretizzato grazie alla collaborazione con il team di Valcesano.com che, con passione e determinazione, promuovono questo territorio raccontando delle attività e delle tradizioni locali.

Nella giornata di domenica abbiamo visitato Pergola insieme a Eleonora, del team di Valcesano, grazie alla quale  abbiamo scoperto gli angoli più caratteristici di questo paese.

Per l’occasione il piccolo borgo si è vestito a festa grazie alla 23esima Fiera Nazionale del Tartufo di Pergola e dei prodotti tipici, che si è tenuta fino al 21 ottobre nel centro del paese. Il protagonista indiscusso di questa Fiera è stato il Tartufo, riproposto in ogni piatto della cucina tipica locale!

Cosa vedere a Pergola: Fiera del Tartufo

Ogni anno nel mese di ottobre il centro di Pergola ospita moltissimi stand enogastronomici di prodotti tipici, sia dei produttori locali che di quelli provenienti da regioni limitrofe, mantenendo il focus sul “Re dei sapori d’autunno”: il Tarfufo Bianco.

La fiera ha lo scopo di valorizzare le produzioni agricole del luogo, dalle quali si ottengono le eccellenze famose in tutta Italia come l’olio di oliva, il vino Pergola D.O.C, i formaggi, la cipolla rossa di Suasa e per finire la Visciolata. I vini aromatizzati sono un’antica tradizione marchigiana e l’afrodisiaca Visciolata di Pergola è uno dei prodotti più apprezzati. Essa si ottiene facendo rifermentare un buon vino rosso insieme ad una varietà selvatica di ciliegie, Prunus Cerasus. Si ottiene così un’ottimo vino aromatico da meditazione, dal colore rosso intenso, da assaporare accompagnato ai dolci.

Per gli amanti del Tartufo non vi resterà che entrare nell’area di 500 mq ad esso dedicata e rimanere inebriati dal suo profumo intenso e deciso. Noi abbiamo approfittato della fiera per farci un buonissimo pranzetto a base di crostini e fettuccine con sopra una pioggia dell’Oro della tavola.

Cosa vedere a Pergola

Prima di dedicarci completamente agli stand gastronomici presenti nel centro città, Eleonora ci ha raccontato la storia di Pergola mentre passeggiavamo per le sue vie. La città, immersa in uno scenario incantevole, si trova sull’alta Valle del fiume Cesano che va a confluire nel Cinisco.

Il centro storico di Pergola seppur piccolo è ricchissimo di monumenti ed opere d’arte da ammirare.

– “La città delle cento Chiese”

Pergola è conosciuta anche come “la città delle cento Chiese”, riflesso dell’importanza che questa città ha avuto negli anni sotto il potere dello Stato Pontificio.

La nostra visita è iniziata dalla Cattedrale, ex Chiesa di Sant’Agostino, che è caratterizzata da uno stile romanico gotico e da un interno arricchito da opere lignee, tra cui la più importante è quella raffigurante i Santi protettori di Pergola. A pochi passi dalla Cattedrale si trova il piccolo e meraviglioso Battistero, assolutamente da non perdere, luogo che ha ospitato anche il Blooming, ovvero il festival di arti numeriche e culture digitali, tenutosi nel mese di giugno.

Arrivati a Corso Matteotti ci siamo recati alla Chiesa di Sant’Andrea, dove internamente meritano una menzione la pala dell’altare maggiore, opera di Palma il Giovane ed il fonte battesimale del bolognese Grossi.

La Chiesa di Santa Maria delle Tinte ci ha lasciati di stucco, ammirando le prestigiose sculture presenti al suo interno. La caratteristica che lascia più stupiti è la semplicità della facciata esterna, in contrasto con la ricchezza nei dettagli presente all’interno.

-Teatro Angel Dal Foco

Piccolo gioiello della città, questo teatro ci ha fatto letteralmente tornare indietro di qualche secolo! I suoi tendaggi rosso porpora, così come le sue poltrone, sono in perfetta armonia con i dettagli colorati delle balconate e del soffitto. Sarebbe veramente emozionante potervi assistere ad uno spettacolo!

– I Bronzi dorati di Cartoceto

Pensate che si tratta dell’unico gruppo statuario, in bronzo dorato di epoca romana, giunto fino a noi! Scoperto casualmente nel 1946 da due contadini, ora alloggiati all’interno del Museo dei Bronzi Dorati della città di Pergola, fa parte di una delle scoperte archeologiche più importanti degli ultimi cinquant’anni.

L’alloggio a Montalfoglio

Montalfoglio

Per la notte di sabato, abbiamo alloggiato nel Bed & Breakfast San Martino, situato nella piccola frazione di Montalfoglio, nel comune di San Lorenzo in Campo.

Appena arrivati, Marina ed Alessandro, i dinamici titolari del B&B, ci hanno dato l’onore di gustare alcune delle specialità tipiche del territorio, tra cui salumi e formaggi, accompagnati da un ottimo vino rosso locale.

Se l’aperitivo è stato buonissimo, la cena è stata a dir poco eccellente! Come consigliato, abbiamo gustato la loro tagliata accompagnata da quattro tipi di condimenti diversi: funghi porcini e frutti di bosco, miele e formaggio di fossa, cipolla rossa di Suasa ed infine caciotta di Urbino e tartufo. Abbiamo praticamente gustato tutta la Valle del Cesano in un sol boccone!

La camera in cui abbiamo alloggiato, pulita e ben arredata, era ricca di dettagli rustici che si sposavano perfettamente con l’ambiente circostante.

Per la colazione invece, consumata all’interno della sala ristorante, abbiamo potuto scegliere tra un gustoso assortimento di crostate (quella con la marmellata di visciole, la nostra preferita) brioche, frutta, yogurt e miele proveniente da produttori locali.

Seppur breve, il nostro weekend nella Valle del Cesano è stato un intenso risveglio dei sensi, grazie alla scoperta dei sapori e dei profumi che solo i prodotti di questo territorio sanno donare, e grazie alla ricchezza culturale che questa parte di Marche contiene. Aspetto ancora più importante è la tenacia e la passione che le persone di questo luogo possiedono, riuscendo a trasmetterle attraverso le loro parole, le loro azioni e le loro aspirazioni.

Grazie, Valle del Cesano!

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Il fascino naturale delle Marche: le Grotte di Frasassi

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Da sempre siamo convinti che il modo migliore per staccare dalla quotidianità sia immergersi nella natura, scoprendo le meraviglie che solo essa può regalarci. A volte, il suo fascino può colpire talmente nel profondo, da farci rimanere, letteralmente, a bocca aperta! È ciò che abbiamo provato nello scoprire le Grotte di Frasassi, nella regione Marche.

Situate a Genga, in provincia di Ancona, furono scoperte per caso, nel 1971, da un gruppo di speleologi “alle prime armi” . Impegnati in un’escursione, trovarono una stretta apertura, da cui proveniva una notevole corrente d’aria. I ragazzi, curiosi di conoscere la profondità dell’ambiente, su cui si apriva la fessura, lanciarono un sasso e cronometrarono il suo tempo di caduta: ci vollero ben 5 secondi prima di sentire il battito sul fondo della caverna!

Consapevoli dell’incredibile scoperta, tornarono poco tempo dopo, pronti ad entrare nelle Grotte di Frasassi, muniti dell’attrezzatura adatta. Immaginate quanto stupore nel vedere le incredibili forme presenti all’interno. Il calcare che è stato sciolto e depositato, grazie allo scorrimento dell’acqua, ha creato infatti delle concrezioni, dalle forme più disparate, chiamate stalattiti, quando scendono dal soffitto, e stalagmiti, quando salgono dal basso verso l’alto.

L’apertura al pubblico, invece, avvenne nell’anno 1974.

La nostra esperienza a Frasassi

Arrivati alle Grotte di Frasassi di buon mattino, abbiamo lasciato l’auto nell’ampio parcheggio gratuito adiacente alla biglietteria. Non appena usciti dalla macchina, siamo stati “assaliti” dai vari ristoratori della zona che, in modi cortesi e divertenti, ci hanno illustrato le loro proposte per il pranzo.

Davanti alla biglietteria si trova una piazzetta dove sono posizionati i vari stand enogastronomici e di vendita souvenir. Appena fatto il biglietto, abbiamo atteso la navetta che ci portasse comodamente all’ingresso delle grotte. È fortemente consigliato portarsi scarpe comode ed un giacchetto per entrare, in quanto la temperatura all’interno delle cavità è di 14 gradi costanti, sia di inverno che d’estate. Potete immaginare quindi la goduria che abbiamo provato nel dimenticare, almeno per un’ora circa, il caldo torrido di agosto!

Accompagnati dalla giovane guida, abbiamo iniziato la visita dalla Grotta del Vento, così chiamata in merito all’episodio prima descritto nel momento della scoperta. Alzando gli occhi “al cielo”, siamo rimasti a bocca aperta nel vedere tanta magnificenza creata dalla natura. Pensate che le dimensioni della grotta sono talmente vaste, che possono tranquillamente ospitare il Duomo di Milano! Il fatto sorprendente è che non ci si rende conto di tale grandezza: all’interno delle grotte, infatti, tutto ci sembra più piccolo di quanto lo è veramente. Stentavamo a credere che le varie stalattiti e stalagmiti davanti a noi fossero alte quanto edifici di cinque piani. Questo effetto ottico, come spiegava la guida, è causato dal fatto che all’interno delle grotte, non avendo elementi misurabili di comparazione, tutto ci sembra di dimensioni più piccole.

Proseguendo, la visita è stato un susseguirsi di ambienti dalle caratteristiche uniche, date dalle incredibili forme delle concrezioni calcaree: dalla “Cascata del Niagara” al “Castello delle Streghe”, fino ad arrivare alla “Sala Infinito”. Qui potete conoscere il motivo del nome di ogni ambiente.

Noi abbiamo visitato le Grotte di Frasassi tramite il ” Percorso Azzurro”. Per gli amanti dell’avventura, è fortemente consigliato il “Percorso Rosso”, della durata di tre ore, dove potrete ammirare le grotte percorrendo cunicoli ed arrampicate. Sono talmente curioso di provarlo, che sto convincendo Elisa a partecipare insieme!

Il Tempio del Valadier

A soli 2,5 km dall’area di parcheggio, abbiamo raggiunto il Tempio del Valadier. È stato veramente suggestivo ammirare la posizione dell’edificio, praticamente incastonato nella grotta della montagna. Di forma ottagonale, fu commissionato nei primi dell’Ottocento da Papa Leone XII all’architetto Valadier.

Per informazioni su orari e costi delle Grotte di Frasassi, potete consultare il sito ufficiale qui.

Ringraziamo la Regione Marche per l’opportunità che ci ha concesso di visitare queste meraviglie. Meritano assolutamente di essere portate in primo piano tra i tesori naturalistici italiani.