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Dove dormire nelle Marche: HomeLikeVillas

Dove dormire nelle Marche

Quando ci hanno proposto di partecipare a questo week-end di Marzo alla scoperta delle Marche più autentiche, quelle che si mostrano senza filtri in tutta la loro bellezza,  non potevamo che accettare all’istante!

Le Marche sono una Regione dalla bellezza infinita. É stata la quarta volta, in meno di un anno, che vi tornavamo e dobbiamo ammettere che ci stupisce sempre di più, a cominciare dallo spettacolo della natura delle Grotte di Frasassi fino ai borghi della Valle del Cesano e della provincia di Ascoli Piceno. Il nostro amore per le Marche è solo all’inizio, poiché abbiamo ancora molti luoghi, sulla nostra wish-list, che dobbiamo visitare!

In questo post troverete un consiglio su dove dormire nelle Marche e il racconto dei luoghi, ed esperienze da vivere in un week-end.

Dove dormire nelle Marche

Siamo arrivati a tarda sera a San Severino Marche, dove si trova la splendida Villa Teloni, facente parte del progetto HomeLikeVillas, che ci avrebbe accolti per i due giorni seguenti.

Villa Teloni è un borgo risalente al XVIII  secolo e fu la residenza di famiglie nobiliari di San Severino. Nei scorsi anni è stata oggetto di  un accurato restauro, anche a seguito dei danni provocati dal terremoto, che l’ha portata all’eleganza che potete ammirare ora.

La Villa è una location perfetta per romantici matrimoni ma la cosa più bella è che potete affittare l’intera villa per una settimana insieme ad un gruppo di amici. Sono presenti  infatti, 14 camere divise fra suites e appartamenti, che permettono di ospitare fino a 50 persone.

Gli interni di Villa Teloni

Gli interni di questo affascinante borgo sono rifiniti in ogni particolare e la zona che ci ha stupito di più è stato lo splendido salotto della struttura principale, quella più elegante e raffinata.

La nostra stanza, nella sua semplicità, era ben curata e fornita di ogni confort con il dettaglio nel soffitto delle travi in legno a vista. Le amiamo alla follia!

Gli esterni di Villa Teloni

La Villa è circondata da un parco, sapientemente curato, di 8000 mq. Il verde lussureggiante e il canto degli uccellini al mattino vi farà entrare subito in un mood di relax assoluto.

Nell’ampia terrazza di Villa Teloni è presente una piscina in cui, se lo richiederete, potrete gustare un ottimo aperitivo con i prodotti tipici locali. Un’ultima chicca è la presenza di una piccola Cappella sconsacrata e di una bellissima ex limonaia, ora divenuta un portico perfetto per le cerimonie e feste estive.

Vi consigliamo di dare un’occhiata alle altre Ville, una più bella dell’altra, presenti sul sito di HomeLikeVillas. Vi sono ben 110 Ville in tutto il Centro Italia, dalle Marche, alla Toscana e l’ Umbria. I consulenti di viaggio di HomeLikeVillas saranno pronti ad esaudire ogni vostra richiesta e vi proporranno delle esperienze uniche per entrare in contatto con il territorio che visiterete.

Che ne dite di questa location per le vostra prossime vacanze estive? Villa Teloni potrebbe risolvere il problema su dove dormire nelle Marche!

Le nostre esperienze alla scoperta del territorio

Grazie al tour Marche Tasting Retreat, organizzato dai ragazzi di Wine Salad (Marchigiani Doc) e HomeLikeVillas, abbiamo avuto l’occasione di visitare e assaporare le Marche più autentiche.

Elcito: un borgo incantato

La prima tappa è stato il Borgo di Elcito, situato su uno sperone roccioso a 821 metri sul livello del mare.

Una delle particolarità che ci ha fatto rimanere a bocca aperta è stato il numero delle persone che vivono in questo “mini-borgo”. Pensate che Elcito conta solamente 7 abitanti, tutti anziani, che restano saldamente aggrappati alle loro origini.

Dedicate qualche ora per una passeggiata in mezzo a queste strette vie tra le vecchie case in pietra, fino ad  arrivare al punto panoramico che domina la valle sottostante.

Faggeta monumentale di Canfaito

Dopo una camminata su di un fitto tappeto di foglie gialle e marroni, siamo arrivati di fronte al faggio più antico di tutta la regione. Questo gigante ha circa 500 anni e un’altezza di 24 metri! Ci siamo messi tutti intorno per abbracciarlo e scattare tantissime foto con lui, come protagonista indiscusso.

Il periodo migliore e più affollato per visitare la Faggeta Monumentale di Canfaito è in autunno, quando le foglie si colorano di arancione, creando un’atmosfera unica che vi emozionerà.

Wine & Food Tour

Questo Marche Tasting Retreat, oltre ad averci portato in un borgo e in una faggeta incantata, ci ha svelato il territorio sotto un altro punto di vista: quello del cibo e vino tipico. Vi premetto che Simone, in questi due giorni intensi di degustazione, ha scoperto un talento da “Sommelier”!

Arrivata l’ora di pranzo ci siamo diretti alla Cantina La Monacesca, collocata nell’alta Valle dell’Esino. Ad accoglierci abbiamo trovato il Sign. Aldo, il proprietario di questo piccolo borgo un tempo appartenente alla Chiesa.

Durante il pranzo abbiamo mangiato tutti prodotti tipici marchigiani  Km 0, come i formaggi e il buonissimo Ciauscolo.

La degustazione dei vini è stata per noi un’esperienza del tutto nuova, che ci ha incuriositi molto e ci ha fatto apprezzare i frutti di questa generosa terra. Il protagonista di questa serie di assaggi è stato il Verdicchio di Matelica DOC, un vino unico proveniente da uve a bacca bianca, che ha ricevuto il riconoscimento DOC nel 1967. È stato il primo vino bianco delle Marche ad essere stato insignito di questa prestigiosa nomina!

Nel caso in cui dovessimo descrivere i sapori di questi vini, diremmo che sentiamo i profumi di Matelica , questa terra meravigliosa che ci ha accolto a braccia aperte. Se siete appassionati di vini e volete vivere un’esperienza sensoriale unica, vi consigliamo di visitare la Cantina del Sign. Aldo. Troverete un proprietario esuberante e pieno di passione per il suo lavoro, che vi racconterà la storia dei suoi vini.

La giornata è proseguita nella città di Matelica, dove abbiamo degustato il Verdicchio di Matelica Spumantizzato all’interno del bellissimo Teatro Comunale.

Degustazione di Ciauscolo e formaggi antichi

Il salume per eccellenza delle Marche, il Ciauscolo, è stato il filo conduttore della cena, insieme ad altri Vini della zona. “Dal produttore al consumatore” grazie all’Azienda Lu Conde , che ci ha deliziato con l’hamburger più buono che abbiamo mai mangiato, fatto interamente da Ciauscolo!

Il mattino seguente  è iniziato nel migliore dei modi, con una degustazione di formaggi locali del caseificio Fontegranne. Questi formaggi nascono dal mix di latte di capra, vacca e pecora, per dare nuova vita a  “caci persi” della tradizione e a nuove tipologie uniche.

Si conclude questa nuova esperienze nelle Marche, un territorio che stiamo scoprendo e amando sempre di più. HomeLikeVillas potrebbe essere la soluzione ideale sul dilemma di dove dormire nelle Marche, rilassarsi e allo stesso tempo visitare il territorio come un vero Local.

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Una giornata a spasso nelle Marche: Corinaldo e Mondavio

Corinaldo

In occasione della visita nell’indimenticabile Valle del Cesano, non abbiamo perso l’opportunità di scoprire due piccola ma emozionanti borghi marchigiani: Corinaldo e Mondavio.

Corinaldo, città palcoscenico

Situato nell’entroterra di Senigallia, già dall’esterno Corinaldo manifesta la sua identità storica medievale. Le sue mura, infatti, sono le più intatte e meglio conservate di tutta la regione Marche e risalgono al 14° secolo!

Se già dall’esterno il borgo risplendeva della sua bellezza, è all’interno che ci ha totalmente sorpresi! Entrando da Porta San Giovanni, e superando un piccola atrio, ci siamo trovati davanti alla famosa scala, composta da 109 gradini, su cui si trova il “Pozzo della Polenta“.

La scalinata dove si trova il Pozzo della Polenta

Perchè questo buffo nome?

Il nome nasce da una leggenda che narra di un contadino il quale, mentre portava un sacco di granoturco sulle spalle, lo appoggiò sul bordo del pozzo, al fine di riposarsi. Sfortunatamente il sacco cadde ed il povero contadino si calò all’interno del pozzo per recuperarlo. Le pettegole di Corinaldo, non vedendolo riaffiorare, iniziarono ad affermare che si stava mangiando tutta la polenta e che addirittura l’avrebbero visto buttare delle salsicce di maiale nel pozzo!

La “Casa di Scuretto”

Le incredibile storie, che hanno come protagonisti gli abitanti di Corinaldo, non finiscono qui. Infatti, passeggiando per le viette che si affacciano sulla scalinata, abbiamo scoperto in Via della Piaggia la simpatica storia della “Casa di Scuretto“. Camminando per la via, ci siamo imbattuti in una facciata, con tanto di civico numero 5, che si affacciava..sul vuoto! Incuriositi dalla bizzarra costruzione, ci siamo sorpresi nel leggere la storia di Gaetano, ciabattino di Corinaldo, conosciuto con il nome di “Scuretto”.

Il figlio, emigrato in America, gli mandava regolarmente i soldi al fine di costruire una casa a Corinaldo, dove tornare un giorno ad abitare. Gaetano però i soldi del figlio se li “beveva” letteralmente, passando da un osteria all’altra. Dopo qualche anno, in cui il figlio non aveva notizie sulla casa, insospettitosi chiese al padre una foto dell’abitazione. Scuretto allora corse ai ripari, costruendo soltanto la facciata, e si fece fotografare di fronte, come affacciato alla finestra. La foto però non convinse il figlio, tanto che i soldi non arrivarono più.

Santuario Santa Maria Goretti

Corinaldo è inoltre noto per essere il paese natale di Santa Maria Goretti. Qui infatti abbiamo visitato il Santuario contenente una reliquia della martire.

Mentre passeggiavamo nella parte alta del borgo, ci siamo fermati ad ammirare la fioritura della bouganville, con i suoi caratteristici fiori viola. A farci compagnia c’era anche un simpatico gattino, voglioso di coccole!

Mondavio

Di respiro più rinascimentale, Mondavio è quel borgo che, entrandovi, dà l’idea che il tempo si sia fermato a qualche secolo fa. La Rocca, ancora ben conservata, ed il suo fossato, con le riproduzioni delle antiche macchine da guerra, ci ha dato la sensazione di tenerci pronti per un eventuale assalto da parte dei nemici!

Oggi Mondavio presenta uno dei centri storici meglio tenuti di tutta la regione Marche. Questo grazie anche al fatto che le mura, costruite alla fine del 15°secolo, non hanno mai subito attacchi.

A Mondavio si può anche visitare l’interno della Rocca e i camminamenti delle mura.

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Autunno nell’alta Valle del Cesano: cosa vedere a Pergola

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Le splendide Marche ci sanno accogliere sempre nel migliore dei modi. Questa volta abbiamo visitato la Valle del Cesano dove, tra le verdi colline marchigiane, fanno capolino molti borghi, alcuni dei quali abbiamo avuto l’occasione di visitare come Pergola, Corinaldo e Mondavio.

Il nostro week-end nel cuore delle Marche si è concretizzato grazie alla collaborazione con il team di Valcesano.com che, con passione e determinazione, promuovono questo territorio raccontando delle attività e delle tradizioni locali.

Nella giornata di domenica abbiamo visitato Pergola insieme a Eleonora, del team di Valcesano, grazie alla quale  abbiamo scoperto gli angoli più caratteristici di questo paese.

Per l’occasione il piccolo borgo si è vestito a festa grazie alla 23esima Fiera Nazionale del Tartufo di Pergola e dei prodotti tipici, che si è tenuta fino al 21 ottobre nel centro del paese. Il protagonista indiscusso di questa Fiera è stato il Tartufo, riproposto in ogni piatto della cucina tipica locale!

Cosa vedere a Pergola: Fiera del Tartufo

Ogni anno nel mese di ottobre il centro di Pergola ospita moltissimi stand enogastronomici di prodotti tipici, sia dei produttori locali che di quelli provenienti da regioni limitrofe, mantenendo il focus sul “Re dei sapori d’autunno”: il Tarfufo Bianco.

La fiera ha lo scopo di valorizzare le produzioni agricole del luogo, dalle quali si ottengono le eccellenze famose in tutta Italia come l’olio di oliva, il vino Pergola D.O.C, i formaggi, la cipolla rossa di Suasa e per finire la Visciolata. I vini aromatizzati sono un’antica tradizione marchigiana e l’afrodisiaca Visciolata di Pergola è uno dei prodotti più apprezzati. Essa si ottiene facendo rifermentare un buon vino rosso insieme ad una varietà selvatica di ciliegie, Prunus Cerasus. Si ottiene così un’ottimo vino aromatico da meditazione, dal colore rosso intenso, da assaporare accompagnato ai dolci.

Per gli amanti del Tartufo non vi resterà che entrare nell’area di 500 mq ad esso dedicata e rimanere inebriati dal suo profumo intenso e deciso. Noi abbiamo approfittato della fiera per farci un buonissimo pranzetto a base di crostini e fettuccine con sopra una pioggia dell’Oro della tavola.

Cosa vedere a Pergola

Prima di dedicarci completamente agli stand gastronomici presenti nel centro città, Eleonora ci ha raccontato la storia di Pergola mentre passeggiavamo per le sue vie. La città, immersa in uno scenario incantevole, si trova sull’alta Valle del fiume Cesano che va a confluire nel Cinisco.

Il centro storico di Pergola seppur piccolo è ricchissimo di monumenti ed opere d’arte da ammirare.

– “La città delle cento Chiese”

Pergola è conosciuta anche come “la città delle cento Chiese”, riflesso dell’importanza che questa città ha avuto negli anni sotto il potere dello Stato Pontificio.

La nostra visita è iniziata dalla Cattedrale, ex Chiesa di Sant’Agostino, che è caratterizzata da uno stile romanico gotico e da un interno arricchito da opere lignee, tra cui la più importante è quella raffigurante i Santi protettori di Pergola. A pochi passi dalla Cattedrale si trova il piccolo e meraviglioso Battistero, assolutamente da non perdere, luogo che ha ospitato anche il Blooming, ovvero il festival di arti numeriche e culture digitali, tenutosi nel mese di giugno.

Arrivati a Corso Matteotti ci siamo recati alla Chiesa di Sant’Andrea, dove internamente meritano una menzione la pala dell’altare maggiore, opera di Palma il Giovane ed il fonte battesimale del bolognese Grossi.

La Chiesa di Santa Maria delle Tinte ci ha lasciati di stucco, ammirando le prestigiose sculture presenti al suo interno. La caratteristica che lascia più stupiti è la semplicità della facciata esterna, in contrasto con la ricchezza nei dettagli presente all’interno.

-Teatro Angel Dal Foco

Piccolo gioiello della città, questo teatro ci ha fatto letteralmente tornare indietro di qualche secolo! I suoi tendaggi rosso porpora, così come le sue poltrone, sono in perfetta armonia con i dettagli colorati delle balconate e del soffitto. Sarebbe veramente emozionante potervi assistere ad uno spettacolo!

– I Bronzi dorati di Cartoceto

Pensate che si tratta dell’unico gruppo statuario, in bronzo dorato di epoca romana, giunto fino a noi! Scoperto casualmente nel 1946 da due contadini, ora alloggiati all’interno del Museo dei Bronzi Dorati della città di Pergola, fa parte di una delle scoperte archeologiche più importanti degli ultimi cinquant’anni.

L’alloggio a Montalfoglio

Montalfoglio

Per la notte di sabato, abbiamo alloggiato nel Bed & Breakfast San Martino, situato nella piccola frazione di Montalfoglio, nel comune di San Lorenzo in Campo.

Appena arrivati, Marina ed Alessandro, i dinamici titolari del B&B, ci hanno dato l’onore di gustare alcune delle specialità tipiche del territorio, tra cui salumi e formaggi, accompagnati da un ottimo vino rosso locale.

Se l’aperitivo è stato buonissimo, la cena è stata a dir poco eccellente! Come consigliato, abbiamo gustato la loro tagliata accompagnata da quattro tipi di condimenti diversi: funghi porcini e frutti di bosco, miele e formaggio di fossa, cipolla rossa di Suasa ed infine caciotta di Urbino e tartufo. Abbiamo praticamente gustato tutta la Valle del Cesano in un sol boccone!

La camera in cui abbiamo alloggiato, pulita e ben arredata, era ricca di dettagli rustici che si sposavano perfettamente con l’ambiente circostante.

Per la colazione invece, consumata all’interno della sala ristorante, abbiamo potuto scegliere tra un gustoso assortimento di crostate (quella con la marmellata di visciole, la nostra preferita) brioche, frutta, yogurt e miele proveniente da produttori locali.

Seppur breve, il nostro weekend nella Valle del Cesano è stato un intenso risveglio dei sensi, grazie alla scoperta dei sapori e dei profumi che solo i prodotti di questo territorio sanno donare, e grazie alla ricchezza culturale che questa parte di Marche contiene. Aspetto ancora più importante è la tenacia e la passione che le persone di questo luogo possiedono, riuscendo a trasmetterle attraverso le loro parole, le loro azioni e le loro aspirazioni.

Grazie, Valle del Cesano!

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Sentirsi di nuovo a casa a Sassoferrato, piccola perla nel Cuore dell’Italia

Sassofferrato

Di ritorno dall’emozionante mattinata trascorsa alle Grotte di Frasassi, ci siamo diretti verso il piccolo borgo di Sassoferrato, situato a soli 15 minuti di auto.

Ad accoglierci c’era Gabriele Costantini, account manager di Happennines.

Chi è Happennines?

É l’operatore turistico che si occupa di promuovere le eccellenze del territorio di Sassoferrato e dintorni tramite progetti di sviluppo innovativi. Il team di Happennines è composto da giovani talentuosi, accomunati dalla voglia di valorizzare il territorio in cui vivono. Tutto ciò viene fatto con un’accoglienza a dir poco calorosa e con una passione che traspare da ogni attività che organizzano.

Dopo aver conosciuto i ragazzi di Happennines, abbiamo iniziato il nostro tour, alla scoperta della Sassoferrato medievale, accompagnati da Giorgia Rinaldi e dal sig. Edgardo Rossi, pozzo inesauribile di conoscenze e chicche sul territorio.

La visita a Sassoferrato

É stato molto piacevole passeggiare per i vicoli del borgo di Sassoferrato, scoprendo tutte le curiosità che ogni attrazione aveva da raccontare. La parte più emozionante, secondo noi, è stata in occasione della visita alla Chiesa di San Pietro Apostolo, dove abbiamo potuto toccare con mano antichi manoscritti prodotti con l’autentica carta di Fabriano. “Carta che canta” è la definizione che ci ha dato il sig. Edgardo, metafora che indica il rumore che devono produrre le pagine mentre vengono sfogliate.

La nostra visita è proseguita per il Teatro Pierotti, ex chiesa di San Michele Arcangelo, utilizzata per manifestazioni a scopo culturale e, nel punto più alto di Sassoferrato, la Rocca Albornoz , in cui siamo entrati in via eccezionale in quanto si trova in fase di risanamento.

Per concludere il nostro tour, ci siamo diretti al Parco Archeologico di Sentinum, dove abbiamo potuto degustare le birre agricole artigianali del birrificio “La Castellana“. Jacopo Menotti, uno dei giovani titolari dell’azienda, ci ha illustrato con entusiasmo i processi e le tecniche utilizzate per produrre la loro birra. La preferita da Elisa è stata la Leccia, bionda e leggera, mentre Simone ha apprezzato molto la Sant’Honda, una rossa corposa ispirata alle birre irlandesi.

Terminata la degustazione, ci siamo diretti, intorno alle ore 20.00, al nostro alloggio a Sassoferrato, il Cristina B&B. Siamo subito rimasti colpiti dall’accoglienza e dalla semplicità di Cristina e di come ha reso graziosa e “cozy” l’intera struttura.

Per la cena abbiamo scelto di mangiare a “La Bottega di Memory’s“, un locale suggestivo e ben arredato, dove abbiamo gustato un ottimo tagliere con salumi e formaggi tipici, accompagnati da un bel bicchiere di vino.

Visita al Mulino ed i misteri dell’Abbazia di Santa Croce

Il giorno seguente, dopo una sostanziosa colazione al B&B, ci siamo diretti al Molino del Capo del Piano, dove ci ha accolti Gilberto Blasi, il proprietario che ha rilevato la struttura risalente al XIV secolo. L’edificio, che fa parte del FAI, Fondo Ambiente Italiano, da quando fu acquisito nel 2006 ad oggi è tornato incredibilmente a vivere di nuovo. Gilberto, illustrandoci il funzionamento del mulino e gli usi che se ne facevano nell’antichità, ci ha dato l’onore di azionarlo manualmente, riportandoci per un attimo indietro nel tempo.

Come ultima tappa di Sassoferrato, Gabriele ci ha consigliato di visitare l’Abbazia di Santa Croce. In compagnia della sig.ra Loredana e del sig. Alberto, siamo entrati in un luogo pieno di mistero e rilevanza artistica che raramente capita di incontrare. Ogni angolo della chiesa porta lo spettatore a porsi mille domande a cui difficilmente riesce a dare una risposta, a causa dei molteplici simboli presenti ovunque. Pensate che dietro il portone di ingresso, inciso sul muro, si può ammirare un autentico stemma dei Cavalieri Templari! L’antica chiesa, eccetto la facciata frontale, è totalmente nascosta da una struttura costruita tutt’intorno, quasi volesse nascondersi. La domanda che da tempo studiosi del luogo si chiedono è: perchè? Mistero ancora da svelare…

Le nostre sensazioni

Se dovessimo racchiudere in poche parole l’esperienza a Sassoferrato, “sentirsi a casa” sarebbe il termine perfetto. Sassoferrato ed i suoi abitanti, grazie alla loro cordialità e semplicità, ci hanno fatto sentire per due giorni come marchigiani Doc. Tutto questo grazie anche alle specialità enogastronomiche che il territorio offre loro e che noi abbiamo potuto apprezzare.

Non vi nascondiamo che stiamo già pianificando il ritorno!

Volevamo ringraziare nuovamente la Regione Marche per questa opportunità e Happennines. per la calorosa accoglienza!

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Il fascino naturale delle Marche: le Grotte di Frasassi

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Da sempre siamo convinti che il modo migliore per staccare dalla quotidianità sia immergersi nella natura, scoprendo le meraviglie che solo essa può regalarci. A volte, il suo fascino può colpire talmente nel profondo, da farci rimanere, letteralmente, a bocca aperta! È ciò che abbiamo provato nello scoprire le Grotte di Frasassi, nella regione Marche.

Situate a Genga, in provincia di Ancona, furono scoperte per caso, nel 1971, da un gruppo di speleologi “alle prime armi” . Impegnati in un’escursione, trovarono una stretta apertura, da cui proveniva una notevole corrente d’aria. I ragazzi, curiosi di conoscere la profondità dell’ambiente, su cui si apriva la fessura, lanciarono un sasso e cronometrarono il suo tempo di caduta: ci vollero ben 5 secondi prima di sentire il battito sul fondo della caverna!

Consapevoli dell’incredibile scoperta, tornarono poco tempo dopo, pronti ad entrare nelle Grotte di Frasassi, muniti dell’attrezzatura adatta. Immaginate quanto stupore nel vedere le incredibili forme presenti all’interno. Il calcare che è stato sciolto e depositato, grazie allo scorrimento dell’acqua, ha creato infatti delle concrezioni, dalle forme più disparate, chiamate stalattiti, quando scendono dal soffitto, e stalagmiti, quando salgono dal basso verso l’alto.

L’apertura al pubblico, invece, avvenne nell’anno 1974.

La nostra esperienza a Frasassi

Arrivati alle Grotte di Frasassi di buon mattino, abbiamo lasciato l’auto nell’ampio parcheggio gratuito adiacente alla biglietteria. Non appena usciti dalla macchina, siamo stati “assaliti” dai vari ristoratori della zona che, in modi cortesi e divertenti, ci hanno illustrato le loro proposte per il pranzo.

Davanti alla biglietteria si trova una piazzetta dove sono posizionati i vari stand enogastronomici e di vendita souvenir. Appena fatto il biglietto, abbiamo atteso la navetta che ci portasse comodamente all’ingresso delle grotte. È fortemente consigliato portarsi scarpe comode ed un giacchetto per entrare, in quanto la temperatura all’interno delle cavità è di 14 gradi costanti, sia di inverno che d’estate. Potete immaginare quindi la goduria che abbiamo provato nel dimenticare, almeno per un’ora circa, il caldo torrido di agosto!

Accompagnati dalla giovane guida, abbiamo iniziato la visita dalla Grotta del Vento, così chiamata in merito all’episodio prima descritto nel momento della scoperta. Alzando gli occhi “al cielo”, siamo rimasti a bocca aperta nel vedere tanta magnificenza creata dalla natura. Pensate che le dimensioni della grotta sono talmente vaste, che possono tranquillamente ospitare il Duomo di Milano! Il fatto sorprendente è che non ci si rende conto di tale grandezza: all’interno delle grotte, infatti, tutto ci sembra più piccolo di quanto lo è veramente. Stentavamo a credere che le varie stalattiti e stalagmiti davanti a noi fossero alte quanto edifici di cinque piani. Questo effetto ottico, come spiegava la guida, è causato dal fatto che all’interno delle grotte, non avendo elementi misurabili di comparazione, tutto ci sembra di dimensioni più piccole.

Proseguendo, la visita è stato un susseguirsi di ambienti dalle caratteristiche uniche, date dalle incredibili forme delle concrezioni calcaree: dalla “Cascata del Niagara” al “Castello delle Streghe”, fino ad arrivare alla “Sala Infinito”. Qui potete conoscere il motivo del nome di ogni ambiente.

Noi abbiamo visitato le Grotte di Frasassi tramite il ” Percorso Azzurro”. Per gli amanti dell’avventura, è fortemente consigliato il “Percorso Rosso”, della durata di tre ore, dove potrete ammirare le grotte percorrendo cunicoli ed arrampicate. Sono talmente curioso di provarlo, che sto convincendo Elisa a partecipare insieme!

Il Tempio del Valadier

A soli 2,5 km dall’area di parcheggio, abbiamo raggiunto il Tempio del Valadier. È stato veramente suggestivo ammirare la posizione dell’edificio, praticamente incastonato nella grotta della montagna. Di forma ottagonale, fu commissionato nei primi dell’Ottocento da Papa Leone XII all’architetto Valadier.

Per informazioni su orari e costi delle Grotte di Frasassi, potete consultare il sito ufficiale qui.

Ringraziamo la Regione Marche per l’opportunità che ci ha concesso di visitare queste meraviglie. Meritano assolutamente di essere portate in primo piano tra i tesori naturalistici italiani.