la nostra storia

Vivere in Australia e in Inghilterra passando per l’Italia

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La nascita di Italy You Don’t Expect

Vivere in Australia e in Inghilterra, passando poi per l’Italia. Esatto, l’idea di Italy You Don’t Expect è nata veramente a cavallo tra due continenti! Per chi ci conosce e ci segue da un po’, sa bene qual è l‘intento di Italy You Don’t Expect: conoscere e farti conoscere i luoghi, soprattutto borghi e sentieri naturalistici italiani. Il nostro obiettivo infatti è quello di valorizzare e puntare i riflettori su quei luoghi che restano in disparte rispetto alle località italiane mainstream, ma non per queste meno degne di attenzione.

Dalla nascita del progetto, a Maggio 2018, abbiamo visitato e documentato circa 80 borghi italiani. Detto questo, la domanda che in molti spesso ci fanno è: “come mai un progetto così di nicchia solo sull’Italia e non anche sulle mete estere?”. Le motivazioni di tale scelta risiedono in diversi avvenimenti accaduti, e collegati tra loro, a partire dall’anno 2015.

Gennaio 2015. La partenza per Londra di Simone

Vivere in Australia
Simone a Bruny Island, durante il nostro on the road di 15 giorni in Australia

A gennaio 2015, precisamente il giorno 31, partii per la mia prima avventura da solo all’estero. Elisa stava terminando gli studi in Agraria mentre io avevo appena terminato quelli in Ingegneria. Rimasto “spaesato” dalle scelte che avrei dovuto prendere, decisi di partire per un’ esperienza che mi avesse permesso di mettermi in gioco a 360 gradi. Mi diedi un timing ben preciso: tre mesi. Senza sapere la lingua inglese, senza conoscenze né competenze, all’infuori di quello che avevo studiato, partii per Londra.

L’impatto fu devastante, in quanto mi trovavo solo, senza lavoro, e senza capire bene la lingua. Furono tre mesi dove trovai quel coraggio che non pensavo di avere ed in poco tempo trovai lavoro come lavabicchieri per un cocktail bar di Shoreditch. Trovai una casa, da dividere con 8 persone ed un solo bagno, imparai l’inglese e, in compagnia della mia chitarra, suonai in uno dei pub disseminati a Camden Town. Trascorsi i tre mesi, tornai in Italia con l’entusiasmo e la motivazione di replicare tale esperienza in un luogo nel mondo che fosse più insolito.

Estate 2015. Preparativi per andare a vivere in Australia

Vivere in Australia

 

Sulla duna in Tasmania, dove il mare si incontra con la natura

Quella fu una delle estati più incerte sia per me che per Elisa. Lei infatti aveva appena terminato i primi tre anni di studi e viveva con la mia stessa incertezza che avevo provato ad inizio anno. Contagiata dal mio entusiasmo di partire per un’esperienza all’estero, mi convinse a scegliere come destinazione l’Australia. Fino a quel momento avevo considerato l’Australia come una terra lontanissima dove non avrei mai pensato di andare. Dopo quasi 2 mesi di ricerche e di pratiche per ottenere il visto, decidemmo che la nostra nuova casa sarebbe stata Brisbane: essendo una città da poco nata ed in crescita, eravamo convinti che anche avventurieri come noi avrebbero trovato la loro fortuna.

Vivere in Australia

 

Kangaroo Point a Brisbane, la nostra città.

Il 25 ottobre partimmo da Roma Fiumicino e, dopo 30 ore tra voli e scali, toccammo suolo australiano. Dall’Italia prenotammo una stanza su Airbnb per un tempo di 10 giorni, in quanto avevamo come obiettivo quello di trovare una sistemazione “fissa” entro quella data.

Le prime difficoltà nel vivere in Australia

Dire che abbiamo avuto parecchie difficoltà iniziali sarebbe poco: il dialetto australiano all’inizio ci risultava incomprensibile; nonostante facessimo più di 20 km al giorno per consegnare resume, nessun datore di lavoro ci ricontattava e poi cercare una casa con un buon compromesso zona/prezzo sembrava impossibile. Quando stavamo quasi per pensare di arrenderci e trasferisci al nord per lavorare nelle farm, ecco che vengo chiamato per il primo di turno di lavoro, in un locale al centro, mentre Elisa trova un appartamento in una zona quasi centrale, ad un prezzo molto accessibile!

Vivere in Australia

 

Uno dei momenti più belli, il cielo che si tinge di rosso ai 12 Apostoli

Trasferiti nella nuova casa, veniamo contattati giorni dopo da un ristorante di nuova apertura, “The Italian Cannon Hill” che cercava camerieri italiani per l’apertura di un locale in stile italiano. Dopo il colloquio, io ed Elisa veniamo assunti a tempo pieno, non ci sembrava vero! Qualche giorno dopo, alla prima riunione di staff, ci trovammo insieme ad altri ragazzi italiani assunti insieme a noi. In breve tempo, quello che era uno staff, diventò un gruppo di amici e con qualcuno il legame si rafforzò così tanto da diventare una famiglia. Devi sapere che in Australia io ed Elisa abbiamo avuto la fortuna di avere una “seconda mamma”, di nome Marilena, a cui vogliamo un bene enorme perché ci ha aiutato nei momenti più difficili. Quando sei solo dall’altra parte del mondo, devi contare solo sulle tue forze ed aver trovato amici veri, con gli stessi sogni e la stessa voglia di farcela è stato un regalo bellissimo.

Vivere in Australia

 

La nostra prima volta a contatto con i simpatici canguri

Vivere in Australia e in Inghilterra passando per l'Italia 1

Lavorando in questa catena, iniziammo a capire quanto era alto il valore, percepito dalle persone australiane, di essere italiani. Il solo fatto di avere sul nostro suolo il Colosseo, Firenze, Venezia e i “typical italian villages”, per non parlare del nostro “delicious food”, ci rendeva ai loro occhi delle persone incredibilmente fortunate! Tutto ciò si percepiva anche vedendo la Tv australiana: ad esempio qualche giorno prima di Natale vedemmo un film, dove una famiglia di Melbourne trascorreva le vacanze in Sicilia e continuamente il protagonista sottolineava il fatto di essere fortunato di poter vivere, seppur per un breve periodo, in Italia.

Visto che al ristorante “Cannon Hill” i turni andavano riducendosi, causa poca affluenza di clienti, cambiai luogo di lavoro ed iniziai come cameriere e barman in un altro ristorante, sempre di cucina italiana… “italiana” si fa per dire! Una mattina, mentre servivo il brunch ai clienti, vidi al tavolo una coppia composta da marito e moglie, dove lei teneva sul tavolo un libro di “Italian grammar for beginners”. Siccome in quel periodo io ed Elisa non navigavamo nell’oro, mi improvvisai insegnante di italiano e chiesi alla signora se avesse voluto prendere lezioni di italiano da un madrelingua, di Roma tra l’altro.

Vivere in Australia

 

Come non innamorarsi di questi colori sulla Great Ocean Road?

Ebbene, la signora, di nome Michelle, accettò la mia proposta all’istante ed ogni “thursday” iniziammo ad incontrarci in uno dei bar del centro per prendere lezioni. Devo dire che presi sul serio tale compito e, a mia volta, studiai grammatica italiana per aiutarla in questo percorso. Tra le richieste e le risate di Michelle, nei momenti di speaking le insegnai anche espressioni più “colorite” e lei le imparò perfettamente, imitandoci anche nella gestualità.

Entrando in empatia con Michelle, mi raccontò che era nata ad Honolulu, alle Hawai e, dopo il suo divorzio con l’ex marito americano, si trasferì in Australia per insegnare inglese. La sua passione per l’Italia era incredibile e voleva imparare qualsiasi cosa della nostra cultura, dal cibo, ai modi di dire, alle nostre abitudini ed adorava parlare e vedere le immagini del nostro Paese; non solo Roma, Firenze o Napoli ma anche i borghetti tipici del centro. Ci spiegò che per lei, così come per altre persone che abitano in Australia o in America, vedere i nostri borghi, le nostre chiese ed i nostri giardini tipici, è qualcosa di incredibile! L’unico modo che loro hanno di visitare tali luoghi è venire fisicamente in Italia.

Vivere in Australia

 

Philip Island, prima di vedere i pinguini rientrare dall’oceano nelle loro tane

Questa fu l’esperienza che più di tutte ci insinuò l’idea di creare qualcosa che potesse valorizzare l’Italia in tutte le sue forme. Quel qualcosa non era ancora definito ma sapevamo che per trovarlo, saremmo dovuti tornare in Italia.

Estate 2016. I primi viaggi tra i borghi dell’Umbria

Vivere in Australia

 

Il nostro primo on the road in Italia, nel 2016, tra le bellezze dei borghi dell’Umbria

Nel 2016 lasciammo l’Australia. Non fu una decisione facile. Molti legami erano diventati forti, alcuni anche indissolubili. Scherzo sempre con Elisa ricordandole che pianse quando lasciammo l’Italia e fece lo stesso quando lasciammo Brisbane. Il desiderio però di ripartire, motivati e con le idee chiare, era più forte del resto.

Nel 2016 tornammo a Civitavecchia. Elisa riprese a studiare per finire gli ultimi 2 anni di magistrale, mentre io iniziai a lavorare a Roma. Quell’estate, nonostante le nostre finanze fossero misere, partimmo per il primo viaggio alla scoperta dell’Umbria. In 5 giorni visitammo, in ordine alfabetico, Gubbio, Orvieto, Perugia, Spello, Spoleto, Todi ed Umbertide. Rimanemmo incantati da tale bellezza di questi centri storici e da lì iniziarono le nostre gite giornaliere alla scoperta dei borghi italiani.

Dicembre 2017. La nascita del primo blog

Approfittando delle ferie natalizie, io ed Elisa iniziammo ad interessarci alla lettura dei blog di viaggio e di come si potesse aprirne uno. Appoggiandoci ad un dominio gratuito di WordPress, creammo il primo Italy You Don’t Expect. Il passo successivo fu l’apertura del profilo Instagram, nato con l’intenzione di creare una pagina di repost.

Maggio 2018. Nasce ufficialmente Italy You Don’t Expect

vivere in Australia

Una delle prime foto del nostro progetto “Italy you dont’ expect”

 

Dopo aver scritto alcuni articoli sull’embrionale blog, abbiamo iniziato ad inserire foto personali all’interno del profilo Instagram. Fu quindi il momento di ufficializzare la nostra attività e, a Maggio 2018, nacque il blog www.italyyoudontexpect.com.

Elisa & Simone oggi

A distanza di 4 anni dalla nostra esperienza ricordiamo ancora perfettamente ogni singolo momento vissuto: il profumo dell’oceano, lo stupore davanti ai colori del tramonto sulla Great Ocean Road, la curiosità nel guardare gli animali australiani, il caldo soffocante e la gioia dei piccoli traguardi raggiunti. Dobbiamo dire Grazie all’Australia per averci aperto gli occhi e la mente e per averci fatto riscoprire l’Amore per il nostro Paese, che troppo spesso è maltrattato e deturpato. Uno dei regali più belli per te da parte nostra è farti riscoprire l’Italia, partendo dai luoghi meno conosciuti e fartene innamorare perdutamente.

Se ancora non ci segui sui nostri canali social, è il momento giusto per farlo:

 

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