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I mille colori dell’Umbria – La “Fiorita” di Castelluccio di Norcia

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Molti di voi avranno sentito parlare per la prima volta di Norcia a causa del terremoto che più di due anni fa l’ha letteralmente distrutta. Noi, da bravi umbri invece, conosciamo Norcia da tempo e l’abbiamo amata quando era ancora in piedi, e ancor di più ora che sta cercando faticosamente di rialzarsi lasciandosi alle spalle quell’immane tragedia. Anche se attualmente la situazione non è delle migliori, vogliamo comunque dedicare un articolo a questo angolo di terra umbra, perché nonostante la città sia ancora in ginocchio, ci sono moltissime cose che un turista qualsiasi può fare per aiutare la comunità a risollevarsi. Stiamo parlando dell’andare a visitare la famosissima Fiorita di Castelluccio di Norcia e di acquistare i prodotti tipici come il tartufo, i formaggi, i salumi e le lenticchie. Ma procediamo con ordine.

Alla scoperta del borgo di Norcia

Norcia è situata al centro tra la Valnerina (ovvero la stretta fluviale creata dal Fiume Nera) e i Monti Sibillini, regalandole una cornice di montagne e natura incontaminata unica. Questo suo posizionamento fa sì che la cittadina appaia non solo come un mix di diversi stili architettonici (romano, medioevale e rinascimentale) sedimentati nel tempo, ma dà anche la possibilità di godersi l’aria buona di montagna e i molti percorsi naturalistici presenti.

Il borgo di per se, seppur piccolo, offre molte cose da vedere. Innanzi tutto il suo cuore: Piazza San Benedetto, sulla quale affaccia l’omonima Basilica, il Palazzo Comunale e la Statua del Santo. La foto che vedete è stata scattata qualche anno fa, prima che ci fosse il terremoto. Purtroppo oggi la Basilica, risalente al 1200, è pressoché distrutta, così come il Campanile, ma la facciata è ancora in piedi. Un tempo era visibile anche il Portico delle Misure, situato su un lato della Basilica, che veniva usato come mercato dei cereali coperto.

La cosa davvero sconvolgente, se si arriva oggi a Norcia, è vedere a un primo impatto la faccita della Basilica ancora in piedi, per poi spostarsi appena di qualche passo e trovare il vuoto dietro di essa, con questo pezzo di storia umbra e italiana completamente crollata. Noi che amiamo la nostra terra soffriamo ogni volta nel pensare a quanta bellezza sia andata perduta e a quanto difficile è la situazione per i cittadini di Norcia.

Sempre sulla piazza affaccia la Castellina, una fortificazione che a oggi ospita il Museo Diocesano; il Palazzo Comunale e il Monumento a San Benedetto di Norcia, una statua di Francesco Prinzi creata in occasione del XIV centenario della nascita del Santo.

Appena decentrata rispetto alla piazza c’è la Chiesa Concattedrale di Santa Maria Argentea che, insieme alla Basilica, è il luogo di culto principale. Anche questa è quasi completamente crollata durante il sisma del 2016. Conservava un Crocifisso ligneo dell’artista Giovanni Tedesco, andato distrutto a causa del terremoto.

Poco distante si trova il Complesso Monumentale di San Francesco che ospita l’archivio comunale e la biblioteca civica, così come la Chiesa gotica di Sant’Agostino. Nella zona della Porta Ascolana c’è un Criptoportico che ospita alcuni reperti archeologici ritrovati in zona.

Di rilevanza per originalità, di sicuro ci sentiamo di segnalarvi il Tempietto, opera di Vanni Della Tuccia del 1354. Durante il Medioevo si chiamava Maìna e veniva usato come edicola.

L’evento più atteso dell’anno: la Fiorita di Castelluccio di Norcia

Nei mesi estivi (il periodo esatto varia di anno in anno in base alle condizioni meteorologiche, ma di solito è compreso tra maggio e luglio), sull’Altopiano Umbro-Marchigiano, si svolge quella che è a tutti gli effetti una delle meraviglie dell’Umbria: la Fiorita di Castelluccio di Norcia.

Castelluccio si trova a circa 30 km da Norcia ad una quota di quasi 1500 metri d’altitudine. A oggi, la strada per raggiungere la Piana è aperta, ma vi suggeriamo di consultare sempre prima il sito del comune per rimanere aggiornati sulla situazione.

La Fiorita (o Fioritura) di Castelluccio  di Norcia ha luogo nella Piana sotto al paese (andato anch’esso distrutto e ormai disabitato a causa del terremoto), dove i contadini del luogo si prendono cura di questi campi tutto l’anno per regalare uno spettacolo impareggiabile ai turisti. È infatti qui che viene coltivata la famosissima lenticchia, di cui vi parleremo in seguito.

Si può visitare il Pian Grande, alle pendici del Monte Vettore, insieme al Pian Piccolo e al Pian Perduto in completa autonomia con la propria autovettura (questo anche verificatelo sul sito del comune. C’è comunque un servizio navetta disponibile gratuitamente per tutti i visitatori).

Lo spettacolo che regalano i fiori è incredibile. Ce ne sono di tantissimi tipi e colori diversi e offrono quello che è, a nostro avviso, uno degli spettacoli più belli che abbiamo mai avuto il piacere di vedere. Non solo perché è incredibile la varietà e l’estensione a perdita d’occhio, ma anche perché si può ammirare il paese arroccato in cima alla montagna dal basso, regalando uno scenario fiabesco.

La Fiorita è un tesoro che le persone del luogo e la natura ci presentano ogni anno, trasformando semplici altopiani spogli in una forza del territorio. Infatti questo luogo è ricco di quelle che vengono definite “piante infestanti”, ma che qui diventano davvero uniche.

Visitare la Fiorita di Castelluccio di Norcia non solo aiuterà i cittadini stessi, ma vi riempirà gli occhi di meraviglia.

Quel che ci sentiamo di dirvi con tutto il cuore è: rispettate i fiori. Non calpestateli. Questi contadini hanno impiegato un anno intero per potervi offrire questo spettacolo unico. Rispettiamo il loro lavoro e la loro passione, seguiamo poche semplici regole e godiamoci in tutta tranquillità questo scenario.

#LocalTips

Più che un ristorante, ci sentiamo di consigliarvi dei prodotti tipici che potrete acquistare e degustare in qualsiasi norcineria del paese: il tartufo, i vari tipi di salumi, i formaggi e soprattutto la lenticchia.

Norcia è la prima in classifica nella produzione del tartufo nero, grande alleato di moltissime delle ricette tipiche più buone d’Italia. A Norcia ne hanno fatto una vera e propria cultura, usandolo in moltissime ricette, dall’antipasto ai primi, ai secondi e persino nei dolci.

Altro grande pezzo forte del territorio è il prosciutto, ad oggi marchio comunitario IGP. È talmente buono e salutare, senza additivi, che è usato nelle diete degli sportivi, perché fornisce il giusto mix di principi attivi. Tuttavia, a Norcia potrete trovare anche degli squisiti capocolli, pancetta, guanciale, salsicce sia di maiale che di cinghiale (la specialità della zona) e moltissimo altro ancora.

Grazie alle condizioni ambientali favorevoli, a Norcia si trovano caciotte, mozzarelle, pecorino, burro e soprattutto la ricotta salata. Questa è infatti uno dei prodotti d’eccellenza, ricavata da latte intero di pecora, con piccole percentuali di latte vaccino o caprino. È prodotta da gennaio ad agosto e molti dei pastori locali la fanno ancora a mano, con le tecniche e i tempi della tradizione, rendendo il suo gusto unico e inimitabile.

Ultime ma non ultime: le lenticchie. Quelle di Norcia sono una delle varietà più pregiate e – a nostro avviso – le più buone in assoluto. Anche le lenticchie fanno parte nel piano comunitario IGP e vengono coltivate direttamente sulla Piana di Castelluccio di Norcia.


Dove trovare Ciottini on the road?

I nostri canali social:

Blog: https://ciottiniontheroad.wordpress.com/

Instagram: https://www.instagram.com/ciottiniontheroad/

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Falvaterra: alla scoperta di un gioiello sconosciuto con Sara in Wanderlust!

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Che posto è Falvaterra?

A poco più di un’ora da Roma, dall’alto dei Monti Ausoni, si affaccia un piccolo borgo che, dalla sua altura, può vigilare su tutta la Ciociaria. Siamo a Falvaterra, paese che emana storia da ogni mattone, circondato dalla campagna e dai boschi ciociari, ma purtroppo poco conosciuto. Andiamo a conoscerlo meglio!

UN PO’ DI STORIA

Il suo nome, in origine, era Fabriateria e fu fondata dai romani nel 125 a.C. per essere poi distrutta dai longobardi, ed essere successivamente ricostruita dai sopravvissuti con il nome di Falvaterra, stavolta, però, venne ricostruita sui Monti, così da godere di una posizione strategica per difendersi dagli attacchi. Durante la seconda guerra mondiale fu rifugio di tantissime persone che cercavano di sfuggire ai bombardamenti ed alle violenze dei tedeschi. Nel 1944 un gruppo di contadini organizzò una spedizione per riprendersi il bestiame che era stato razziato dai tedeschi, purtroppo, questo causò un grandissimo numero di esecuzioni e di vittime.

COSA VEDERE

Ma dopo un assaggio della sua storia, cerchiamo di scoprire com’è Falvaterra oggi.

Falvaterra è un minuscolo borgo con poco più di 500 abitanti. Volendo, in una sola giornata, si possono visitare tutti i punti di interesse della zona. Iniziamo il nostro tour, proprio dal borgo. La prima cosa che incontreremo entrando nel paese è la Piazza Umberto I, contornata dagli edifici storici e dalla sua bella fontana. Se percorriamo la salita dietro il bar della piazza, incontreremo ben presto il Torrione Belvedere sulla Valle dei Latini che offre una vista incredibile. Degno di nota il Monumento in Memoria dei Caduti di Guerra che si trova proprio al centro del Torrione. Qui è possibile cenare o gustare un aperitivo, godendo della stupefacente vista. A questo punto, proseguiamo la salita fino alla Piazza di Santa Maria Maggiore dove incontriamo, per l’appunto, la Chiesa neoclassica di Santa Maria Maggiore, che merita anche una visita all’interno. Da qui in poi non ci resta che addentrarci nei vari e molto pittoreschi vicoli, fin quando incontreremo il secondo Torrione, anch’esso con una vista stupenda. Ora possiamo percorrere Via Roma per ritornare alla piazza principale oppure continuare ad esplorare i vicoli, godendoci le sorprese, le viste panoramiche improvvise, che questi ci riservano.

Ma la visita del borgo non finisce qui, poiché se torniamo un piazza Umberto I ed alziamo lo sguardo verso il lato opposto del campanile, noteremo, sulla parte più alta del monte su cui ci troviamo, una statua piuttosto grande raffigurante la Vergine Maria. Prendiamo dunque la salita che ci troviamo davanti e seguendo un percorso piuttosto breve e leggermente in pendenza raggiungiamo l’obiettivo. A questo punto avremo di fronte agli occhi pura meraviglia, un’atmosfera magica, intorno a noi solo la natura, la vista dall’alto sul borgo e su tutta la valle. Vi consiglio di prendervi qualche minuto, perché questo momento e queste sensazioni, vanno vissute a pieno.

 

La visita del borgo è finita, ma abbiamo ancora diverse cose da scoprire nelle immediate vicinanze. Tanto per cominciare, a pochi chilometri da Falvaterra troviamo le più famose Grotte di Pastena, grotte di origine carsica davvero affascinanti. Il costo del biglietto è 9€.

Tornando verso Falvaterra ed andando nella direzione dell’autostrada c’è poi il Convento di San Sosio Martire (patrono di Falvaterra), che merita sicuramente una visita, anche solo per l’atmosfera in cui ci si trova immersi. L’ultima tappa del nostro tour è la mia preferita: il Monumento Naturale delle Grotte di Falvaterra e Rio Obaco. Iniziamo dal Rio Obaco, un fiumiciattolo (non troppo piccolo) immerso nel bosco e caratterizzato da diverse piscine dall’acqua fresca e limpidissima, un luogo dove è possibile stabilire un contatto diretto con la natura e dal quale, fidatevi, non vorreste mai andar via. Le Grotte di Falvaterra sono la perla di questa zona, sono tra le più lunghe della Regione Lazio e del Centro Italia, sono caratterizzate da aree attive ricche d’acqua, cascate e rapide. Si possono, poi, ammirare tante concrezioni calcaree bianchissime. La parte attiva si collega, dopo un percorso di circa 2,5 km con le Grotte di Pastena. Qui, è possibile fare due tipologie di visite diverse: la visita turistica (quella classica, diciamo) che ha un costo di 4€, e, per i più avventurosi, la visita speleoturistica grazie alla quale vi calerete con le funi, nuoterete all’interno delle piscine della grotta, ed esplorerete le bellezze più nascoste di questo Monumento Naturale. La visita speleoturistica offre la scelta tra due percorsi diversi: il percorso A della durata di circa 2 ore ed un costo di 20€ a persona, ed il percorso B della durata di circa 3 ore ed un costo di 30€ a persona. Le visite speleoturistiche si effettuano esclusivamente su prenotazione, quindi non dimenticate di prenotare o rimarrete fregati! Questa tipologia di visita è effettuabile sia in estate che in inverno, l’ambiente ovviamente sarà diverso in base alla stagione. (Tutte le informazioni potete comunque trovarle sul sito www.grottedifalvaterra.it )

COSA MANGIARE

Ma lo sappiamo, in Italia non si viaggia se non con la gola, quindi ecco qualche piatto che non potete perdere in questa zona: primo tra tutti, o almeno per quanto mi riguarda, la fantavolosa pasta fatta a mano, in particolare i tipici “fini fini” e gli “strozzapreti” conditi con ragù di cinghiale o con qualsiasi altra cosa, perché il fulcro del piatto è proprio la pasta stessa. Per gli amanti delle zuppe poi questo è il paradiso, potrete assaggiare le “sagne e fagioli” o “ceci e rosmarino” o la semplicissima zuppa di “pane e verdure”. Una delizia! Parlando di pane, non potete non assaggiare il Pane di Veroli, con tanto di marchio IGP! E poi ci sono una varietà di salumi, formaggi, oli da leccarsi i baffi! Ma non preoccupatevi, vi verranno serviti negli abbondantissimi antipasti! Ultime, ma non per importanza, le ciambelline al vino, che spesso vi verranno offerte dal ristoratore alla fine del pasto.

LOCAL TIPS         

Vi ho detto cosa mangiare, ma se volete sapere anche dove mangiarle queste cose, allora vi consiglio l’Agriturismo “Il Ruspante”, luogo accogliente e dalla cucina ottima che si trova a Castro dei Volsci.

Per me, questi sono luoghi di un’inestimabile valore, incontaminati e, ahimè, poco conosciuti. Luoghi dove si può respirare l’autenticità della tradizione, della popolazione che li vive quotidianamente e che li porta avanti con fierezza. Luoghi dove possiamo conoscere parte del patrimonio naturale italiano, dove possiamo apprezzare le ricchezze naturalistiche del nostro paese e osservarle nel loro stato più selvaggio, incontaminato, senza filtri e barriere.

Allora, vi ho incuriositi? Che aspettate? Andate a scoprire questa incantevole terra!


Chi sono?

Sono una studentessa di Scienze Naturali che sogna di girare il mondo, magari unendo l’amore per la natura e per i viaggi.

Cosa troverete sulla mia pagina?

Consigli per viaggi low-cost ed eco-sostenibili. Consigli su destinazioni poco turistiche, classifiche di destinazioni economiche e consigli sulle destinazioni mese per mese!

Dove trovare tutto questo?

https://www.instagram.com/sarainwanderlust/

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Pordenone – quattro passi con Insolitotramtravel

Pordenone

Pordenone, città nel nord est dell’Italia famosa per una citazione di Checco Zalone in uno dei suoi film e per una pagina di Nonciclopedia davvero ben strutturata. Questo, forse basterebbe a descrivere quanto di interessante c’è da fare in questa città. Pensate che è attiva al punto tale da essere etichettata, dai suoi stessi cittadini “Pordenoia”…eppure forse non è proprio così.

Ciao, sono Christian, fiero originario di Pordenone e realizzatore del blog InsolitoTramTravel e sono qui, oggi, nelle vesti di promotore di una città tanto ignota quanto caruccia!

Mettiamo subito i puntini sulle i…se uno straniero mi chiedesse cosa visitare in Italia, di sicuro Pordenone non sarebbe neppure nella top 50. Questo non per colpa della sua bruttezza, ma perchè la competizione, in Italia, è spietata. E’ come se, che ne so, il Pordenone Calcio dovesse giocare contro l’Inter in coppa Italia e sperare di competere…ah cosa dite, ha quasi rischiato di vincere? Ohibò, ecco un altro motivo per cui Pordenone è diventata famosa! Ok, basta divagare, andiamo subito a dare un’occhiata alla città.

Pordenone in pillole

Partiamo da qualche dato storico/geografico/demografico. Capoluogo di provincia a partire dal 1968 (anno di nascita di mia mamma…oh, sto divagando ancora scusate) grazie alla forte spinta industriale della Zanussi, Pordenone conta, ad oggi, oltre 50.000 abitanti. Ad essi vanno aggiunti quelli delle confinanti città di Porcia e Cordenons che vanno a creare un agglomerato urbano di circa 80.000 abitanti…mica bruscoletti!

Ora come ora, essendo state abolite le provincie in Friuli Venezia Giulia, fa parte della UTI (Unità territoriale intercomunale) del Noncello. Il Noncello non è altro che il fiume sul quale sorge la città, al quale deve il suo nome latino “Portus Naonis” (porto sul Naone – ora Noncello).

Risiede stabilmente nella top 10 delle città più vivibili d’Italia! Quindi, venite a Pordenone! Abbiamo le caramelle!

Cosa vedere a Pordenone

I due corsi

Il centro storico di Pordenone si snoda davvero in un fazzoletto di territorio composto dai 2 corsi principali (corso Garibaldi e corso Vittorio Emanuele) lungo i quali è possibile ammirare diversi palazzi storici di diversa età.

Il municipio e la chiesa di San Marco

Tra i diversi palazzi storici si contraddistingue il palazzo del Municipio, posizionato all’inizio di corso Vittorio Emanuele, in posizione antistante alla chiesa di San Marco (di seguito una foto del campanile).

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🇮🇹 Italiano Oggi facciamo un piccolo strappo e torniamo un attimino a casa, a Pordenone! Città poco nota e spesso bistrattata peggio del Molise anche dagli stessi pordenonesi che la definiscono "pordenoia". Tuttavia il centro cittadino, visitabile in 30 minuti netti, offre diversi scorci che ne rendono la visita meritevole! Nel caso in cui vi troviate a passare di qua, beh, dategli una chance! 🙂 . 🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹 . 🇺🇸 English Today we want to bring you back to our hometown: Pordenone. A little and not really known city in the north east of Italy that, despite being really small. offers different point of interest! If you end up here, give it a chance! You won't regret it! . 🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹 . #weareitaliantravellers #wandertheworld #igerspordenone #naturephotographer #visiteurope #italia_dev #beautifulitaly #igersfvg #volgofriuliveneziagiulia #travelbloggers #italian_trips #italia365 #traveleurope #europe_vacations #natgeowild #travelwriter #welltravelled #volgoitalia #top_italia_photo #yallersitalia #volgopordenone #ig_europa #borghiitaliani #living_Europe #instaitalia #igersitalia

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Piazza XX settembre e il teatro Verdi

Poco distante troviamo Piazza 20 Settembre, la piazza principale della città, dove vi sono la biblioteca (moderna) e il monumento ai caduti della guerra. Letteralmente a 40 passi di distanza troverete anche il nuovo teatro Verdi. Il teatro è il centro nevralgico e culturale della città nonchè vero e proprio punto di riferimento per gli abitanti della città.

teatro verdi pordenone

Altre chiese storiche

Degni di nota sono anche il convento di san Francesco, poco distante dal teatro Verdi e la chiesa della Santissima, costruita a ridosso del fiume Noncello. Per questo motivo è stata spesso vittima della violenza della natura che ne ha lasciato segni indelebili sia all’interno che all’esterno.

Poco distante c’è anche il bellissimo Santuario della Madonna delle Grazie, situato di fronte alla fiera cittadina.

Oltre a quelle citate ci sarebbero diverse altre chiese, come in ogni città Italiana che si rispetti, ma quelle elencate sopra sono le più belle e degne di una visita (nonchè le più facilmente raggiungibili)

Altri luoghi di interesse

Poco distante dal centro trovate i 3 principali parchi cittadini “Parco Galvani” e “Parco san valentino” ideali per una fresca passeggiata ed un riposino dopo l’estenuante visita della città!

parco pordenone

A dieci minuti dal centro in auto vi troverete nel quartiere di “Torre” dove si erge un castello sede di rievocazioni annuali e dove è stato costruito l’Humus Park, un parco dedicato ad installazioni naturali.

Cosa fare a Pordenone

Un osservatore poco attento potrebbe rispondervi “NIENTE” ed in effetti non sarebbe da biasimare…eppure…EPPURE…

Pordenonelegge

Una delle manifestazioni letterarie più grandi d’Italia nonchè la più sentita in città. Raduna appassionati, autori ed esperti di statura nazionale ed internazionale. La chermesse davvero ricca di fermento votata completamente alla cultura (non solo letteraria ma anche scientifica).

Naoniscon

Fiera ritenuta (non mi ricordo da chi, ma di sicuro uno importante) tra le più belle sul tema. Si tiene a maggio e tratta di fumetti, giochi da tavolo e cosplay. Se ci passate fate un fischio che ci troverete pure noi (non ne ho saltata una fin dal millenovecentocredici).

A novembre si tiene anche il gamecon, estensione della grande fiera di Milano, ma non altrettanto sentita come il Naoniscon, nel quale tutte le entità locali danno il meglio di se.

Giornate del cinema muto

Altra manifestazione molto importante, soprattutto per gli appassionati della nicchia. Ecco, qui non mi trovate, ma se siete appassionati so che è davvero meritevole.

Fiera del radio amatore

Un’altra fiera che accoglie un folto seguito da tutto il triveneto è la fiera del radio amatore, dedicata, come suggerisce il nome, ai pappagalli ma estesasi poi a tutto ciò che concerne la tecnologia (scherzavo eh, non è mai stata dedicata alla tecn…ai pappagalli 😂😂)

Conclusioni

Beh ragazzi, questa é, in poche parole, la città di Pordenone. Non che siano necessarie tante più parole, ma speriamo di aver suscitato un pizzico di interesse verso la nostra città. Sinceramente, vi consigliamo una visita di circa mezza giornata, magari inserita in un percorso più ampio che copra diverse zone del Friuli Venezia Giulia. Se avete bisogno di ispirazioni vi invitiamo a passare nel nostro blog dove, piano piano, a giuste dosi, descriviamo diverse zone, più o meno note, della regione (come, per esempio, la Carnia). Ringraziamo i ragazzi di italy you don’t expect per questo spazietto che hanno dato a noi e alla nostra città natale!

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Ferrara: la città a misura d’uomo da visitare come un local

Ferrara

Ferrara è quella tranquilla cittadina dall’animo ancora un po’ di provincia, che ti accoglie alla mattina con il profumo del pane appena sfornato. Quando mi chiedono di parlare di Ferrara, dico sempre che è la classica città a misura d’uomo, da girare rigorosamente a piedi o in biciletta come i ferraresi, e cela in ogni angolo qualcosa di particolare.È piccola, è vero, in un paio di giorni la si gira tranquillamente tutta, ma si sa, è nella botte piccola che sta il vino buono!

Quando Elisa e Simone mi hanno chiesto di scrivere questo post dedicato ai luoghi più insoliti e alle chicche che solo un local può conoscere della sua città, ho iniziato ad arrovellarmi per pensare a qualche luogo insolito non presente nelle guide turistiche tradizionali, ai locali meno noti ma che meritano davvero una visita e soprattutto a qualche scorcio di provincia ferrarese che merita sicuramente di essere visitato.

Ferrara da girare

Iniziando dal centro storico non si può non girare per le viuzze medievali della città, imperdibili Via delle Volte, Via Vittoria e Via Saraceno, tra le più storiche e a mio avviso tra le più suggestive da vedere e da fotografare.

Ma Ferrara non è solo arte e vie medievali, cela anche un urban-style tutto suo, fatto di murales bucolici e graffiti artistici. La zona di via Dosso Dossi è un luogo di ricca sperimentazione artistica, in pieno centro ma più defilato dalle vie classiche, è una zona particolarmente frequentata dai ragazzi che studiano nei licei dei dintorni. Inoltre, nel sottopassaggio di accesso al parcheggio diamanti, proprio di fronte a via Dosso Dossi, è possibile ammirare due graffiti dedicati a Boldini, De Chirico e proprio Dosso Dossi!

Sapevate che Ferrara è la città metafisica per eccellenza? Nella rotonda di Piazzale San Giovanni, troverete il grande metafisico, una particolare statua, omaggio a Giorgio De Chirico che passò gli anni del suo ricovero nella città estense, una statua suggestiva e particolare, che permette quasi di entrare dentro un quadro del grande artista.

Ferrara è fatta anche di contraddizioni, così, girando per le vie più antiche del centro, arrivando in via Porta San Pietro, potete trovare una vecchia chiesa ma con una strana insegna fuori: “il Mignon”. Quello che era un luogo sacro, è diventato uno dei più noti cinema a luci rosse della città, ogni tanto lo si trova aperto, è il nostro piccolo paradosso tutto ferrarese!

Cinema “Il Mignon”

#Local Tips

A proposito di fotografia, bisogna fare assolutamente qualche scatto della città dall’alto! Due punti panoramici soprattutto, sono i migliori per godersi una bella vista della città:

  • Il primo, il più noto è il Castello Estense. Dalle sue sale fino al famoso giardino degli aranci si può godere di una bellissima vista sulla piazza circostante. Il vero punto forte è però la vista dalla Torre dei Leoni, accessibile con un sovrapprezzo di 2€ sul biglietto, vale la pena spenderli per godersi lo spettacolo dall’alto.
  • Secondo punto, meno conosciuto, sono le finestre dell’ultimo piano di Palazzo Crispino. Il palazzo, ora sede della libreria Libraccio, offre all’ultimo piano una vista privilegiata su tutta la piazza e sul suo famoso Listone, l’allora Piazza delle Erbe.

Ferrara da mangiare

Scorcio di trattoria ferrarese

Ma quanto è buona la cucina ferrarese? Forse sono un filo di parte! A Ferrara la gastronomia da il meglio di se a partire dalla coppia, il famoso pane ferrarese che accompagna i pasti principali, un must sulle tavole di tutte le famiglie ferraresi. Passiamo poi ai famosi cappellacci ripieni di zucca, fino alla salamina da sugo e la torta tenerina, le tipicità della città accompagnano dall’antipasto al dolce.

Volete assaggiare i cappellacci in una versione più street food e magari ordinarli come take-away? Allora Take Eat Easy in Viale Cavour è il luogo giusto per voi. Nella cornice del parco, affacciato su una delle arterie principali della città, questo chiosco propone i cappellacci in una versione più street, da gustare all’ombra degli alberi o da portare via.

In centro città ci sono tanti locali dove mangiare tipico, tutti provati e tutti consigliati, ma se una sera volete variare il menù magari mangiare in una location insolita, allora dovete assolutamente prenotare un tavolo al Sebastian Pub, la nave ristorante sulla darsena della città.

In via Darsena, 53 troverete una grande nave, attraversando il suo pontile, entrerete in uno scenario nautico degno di un film! Qui potete gustare gli hamburger più grandi e buoni della città. L’unico allert è che parliamo di un locale per comitive e per famiglie, quindi se siete poco propensi al caos e ai bambini, forse è meglio cambiare locale o prenotare molto presto!

Ferrara e la provincia

Se vi trattenete a Ferrara più di un giorno, valutate di dedicare una mezza giornata alla sua provincia. Ci sono tante zone molto belle, ma la più scenografica è sicuramente Comacchio.

La piccola Venezia come viene chiamata, per via dei tanti ponti e canali che caratterizzano il centro storico, è uno dei luoghi più caratteristi della provincia ferrarese. Il museo del delta antico permette un vero viaggio indietro nel tempo, quando il delta del Po era uno dei principali porti dell’Adriatico, con reperti di antichissima manifattura ancora ben conservati. Non lasciatevi sfuggire un giro in barca lungo le Valli di Comacchio, vi permetterà di conoscere paesaggi suggestivi patrimonio UNESCO e conoscere da vicino l’attività principale della zona, la pesca delle anguille, la regina delle tavole comacchiesi.

Ferrara è così, si giostra tra storia e natura, tra mare e terra, tra antico e moderno, è una città piena di sfumature da scoprire passo a passo, tra un piatto di cappellacci e un “ciao bel” detto dai vecchietti in bicicletta.

Sara Govoni


L’autrice dell’articolo:

Ciao a tutti!
Mi chiamo Sara e Cappellacci a Merenda è il mio piccolo diario digitale dedicato a due mie grandissime passioni: viaggiare e Ferrara, la mia città.

Nel mio Blog racconto di Ferrara vista con i miei occhi, gli occhi curiosi di chi si vuole sempre meravigliare, gli occhi di una giovane cittadine che alla prima occasione buona scappa dalla città per andarne a visitare di nuove. Ferrara ma non solo quindi!
Parlerò di viaggi, di stili di vita, di buon cibo e di eventi culturali.

Benvenuti nel mio mondo digitale, Vi aspetto!

Dove trovare Sara, Cappellacci a Merenda:

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Il Cuore del Salento: Melpignano fra Arte e Taranta

Vitorchiano

A pochi chilometri dai nostri paesi d’origine, fra il verde degli ulivi secolari e il bianco dei muretti a secco, sorge il borgo di Melpignano. Questo borgo collocato al centro del territorio Salentino, rappresenta un luogo ricco di tradizioni e bellezze culturali.

Alla scoperta del borgo di Melpignano

Abbiamo scelto di trascorrere un ventilato pomeriggio di agosto, fra le vie del paese caratterizzate dalla presenza di case a corte, chiesette e vicoli che ci riportano indietro nel tempo. L’ora ideale per visitarlo è al tramonto, quando la pietra leccese è illuminata dai caldi raggi del sole.

Il nostro Tour è cominciato nel cuore del borgo, ovvero Piazza San Giorgio, in onore del santo patrono. Il Santo è ben visibile sulla facciata della chiesa madre che conserva l’originario portale con l’altorilievo raffigurante San Giorgio.

La piazzetta possiede un meraviglioso portico risalente al periodo Rinascimentale che inizialmente ospitava il mercato settimanale del paese che si svolgeva sulle strutture di pietra calcarea. Nel corso degli anni è diventato il punto di ritrovo di molti melpignanesi, grazie alla presenza di un grazioso bar.

Proseguendo su via Roma siamo arrivati al Palazzo Marchesale, costruito sui resti dell’antico castello, è un edificio risalente al Settecento. Come si può vedere, è stato recentemente ristrutturato portando allo splendore eleganti finestre e grandiose torri di guardia.L’interno dell’edificio oltre che ospitare un bel giardino, è stato anche sede di una ricca pinacoteca che custodiva moltissime opere del Veronese, del Tintoretto e dei pittori salentini dell’epoca.

Abbiamo colto l’occasione per visitare la “Mostra delle Menadi Danzanti” ovvero le danzatrici che ballano al ritmo del tamburello. Camminando all’ interno delle sale abbiamo potuto ammirare le fotografie di Ferdinando Bevilacqua le quali ci hanno trasmesso delle emozioni uniche, ci sembrava quasi di sentire il suono tipico della pizzica salentina. Il progetto ha infatti l’obiettivo di far conoscere e rivivere ai turisti, ma anche alle persone del luogo, il folclore e le tradizioni antiche che rimangono vive e forti anche nel presente.

Dopo un momento di relax  nell’ area circostante al castello abbiamo ripreso il nostro tour, arrivando fino al Convento degli Agostiniani e alla Chiesa della Madonna del Carmine. Questo è uno dei complessi conventuali barocchi più belli del Salento.

L’evento più atteso dell’anno: la notte della Taranta

Il piccolo borgo di Melpignano diventa protagonista con il “concertone” nella “Notte della Taranta”, l’evento musicale che per noi salentini segna la fine dell’estate. Un mix di musica, ballo ed energia sono gli elementi principali che rendono unico questo evento, con le persone che si lasciano coinvolgere dall’atmosfera, cantando e ballando fino al sorgere del sole.

Nel mese di agosto si respira aria di grande festa e gioia nei paesi della Grecia Salentina grazie alle molte tappe della Taranta. Ma l’emozione più grande, l’abbiamo provata guardando il palco del “concertone” che per l’occasione è stato vestito da un bellissimo rosone dai mille colori e luci

Il tema di quest’anno ci sta molto a cuore, poiché è stato il paesaggio. Quel paesaggio considerato come una risorsa da proteggere e tutelare per noi salentini e per le generazioni future. Tutto ciò sarà possibile con una serie di azioni quotidiane e con dei piani di valorizzazione attuati dai singoli comuni.

#Local Tips:

Melpignano non è solo arte e musica, è anche un paese profondamente legato ai prodotti della sua terra. Tutte le ricette tipiche sono condite con l’olio d’oliva tipico e accompagnate dal vino locale, il Negroamaro. Con l’accensione delle prime lucette, ci incamminiamo verso il luogo che abbiamo scelto per cenare. La location è il bellissimo “Ristorante – Pizzeria Portico San Giorgio” nato all’ interno del famoso Palazzo de Carlo. L’ edificio originario del 1400, è stato costruito accanto alla chiesa madre di Melpignano e collegato con i Portici di San Giorgio dai quali prende il nome.

Il ristorante offre una vasta varietà di stili culinari ottimi per qualsiasi occasione, dalla cena con amici alle cerimonie. Noi abbiamo optato per un’ottima pizza margherita, semplice ma con un soffice impasto e  ingredienti freschi.

L’interno del ristorante ha un’illuminazione soffusa, quasi magica. Lo stesso si può dire del giardino esterno, grazie alla presenza di luci colorate e un allestimento elegante, che rendono il tutto romantico e unico.

In questa giornata, vi abbiamo fatto scoprire uno dei borghi Più belli e pieni di cultura del nostro amato Salento. Ci auguriamo che la nostra esperienza possa essere utile a tutti voi, cari viaggiatori!


Gli autori dell’articolo:

 

 

 

Dove trovare Monica & Eugenio:

Italia Like a Local

Italia like a local: un nuovo modo di viaggiare

italia like a local

Il nostro Blog “Italy you don’t expect” lancia una nuova rubrica: siamo felicissimi di presentarvi Italia like a local!

Come è nata questa idea? 

Da sempre il nostro modo di viaggiare e scoprire nuove realtà si basa sui consigli delle persone del luogo, i local appunto, che sanno suggerirti i migliori ristoranti e punti di interesse delle loro città. É nata quindi l’esigenza di condividere con voi questa filosofia di viaggio più autentico e profondo, che vi porterà a scoprire nuove realtà, anche vicino a voi, con una diversa visione.

Il nostro obiettivo

Negli ultimi tempi il modo di scoprire l’Italia con occhi differenti sta prendendo sempre più piede e il Viaggiatore, sempre più consapevole, ricerca non solo la bellezza dei paesaggi ma anche gli usi e costumi di quel determinato luogo, in modo da sentirsene completamente parte.

Il nostro obiettivo, con la rubrica Italia like a local, è quello di raccontarvi città, borghi e i migliori ristoranti dove gustare la cucina tipica del Bel Paese, attraverso le parole dei nostri amici local. In questo modo potrete visitare le maggiori attrattive di un luogo e al contempo assaporare le prelibatezze locali consigliate da chi quei posti li vive quotidianamente.

All’interno degli articoli troverete una sezione molto interessante, #Local Tips, incentrata sulle unicità che quel luogo può offrirvi e che possono spaziare dalla cucina, ai punti panoramici, piuttosto che botteghe di artigianato locali.

Chi saranno i Local

Gli articoli che vedrete sulla rubrica Italia like a local, saranno scritti proprio da veri local che abbiamo avuto la fortuna di incontrare su Instagram. Le città e le regioni che ancora dobbiamo visitare sono tante, ma grazie a questa nuova collaborazione potremo anche noi viaggiare e appuntarci tutti i loro consigli.


Contattaci!

Se anche tu vuoi farci conoscere le particolarità del luogo in cui vivi, mandaci una mail a italy.yde@gmail.com!

Saremo felici di averti ospite nella nostra rubrica Italia like a local