Travel

Sentirsi di nuovo a casa a Sassoferrato, piccola perla nel Cuore dell’Italia

Sassofferrato

Di ritorno dall’emozionante mattinata trascorsa alle Grotte di Frasassi, ci siamo diretti verso il piccolo borgo di Sassoferrato, situato a soli 15 minuti di auto.

Ad accoglierci c’era Gabriele Costantini, account manager di Happennines.

Chi è Happennines?

É l’operatore turistico che si occupa di promuovere le eccellenze del territorio di Sassoferrato e dintorni tramite progetti di sviluppo innovativi. Il team di Happennines è composto da giovani talentuosi, accomunati dalla voglia di valorizzare il territorio in cui vivono. Tutto ciò viene fatto con un’accoglienza a dir poco calorosa e con una passione che traspare da ogni attività che organizzano.

Dopo aver conosciuto i ragazzi di Happennines, abbiamo iniziato il nostro tour, alla scoperta della Sassoferrato medievale, accompagnati da Giorgia Rinaldi e dal sig. Edgardo Rossi, pozzo inesauribile di conoscenze e chicche sul territorio.

La visita a Sassoferrato

É stato molto piacevole passeggiare per i vicoli del borgo di Sassoferrato, scoprendo tutte le curiosità che ogni attrazione aveva da raccontare. La parte più emozionante, secondo noi, è stata in occasione della visita alla Chiesa di San Pietro Apostolo, dove abbiamo potuto toccare con mano antichi manoscritti prodotti con l’autentica carta di Fabriano. “Carta che canta” è la definizione che ci ha dato il sig. Edgardo, metafora che indica il rumore che devono produrre le pagine mentre vengono sfogliate.

La nostra visita è proseguita per il Teatro Pierotti, ex chiesa di San Michele Arcangelo, utilizzata per manifestazioni a scopo culturale e, nel punto più alto di Sassoferrato, la Rocca Albornoz , in cui siamo entrati in via eccezionale in quanto si trova in fase di risanamento.

Per concludere il nostro tour, ci siamo diretti al Parco Archeologico di Sentinum, dove abbiamo potuto degustare le birre agricole artigianali del birrificio “La Castellana“. Jacopo Menotti, uno dei giovani titolari dell’azienda, ci ha illustrato con entusiasmo i processi e le tecniche utilizzate per produrre la loro birra. La preferita da Elisa è stata la Leccia, bionda e leggera, mentre Simone ha apprezzato molto la Sant’Honda, una rossa corposa ispirata alle birre irlandesi.

Terminata la degustazione, ci siamo diretti, intorno alle ore 20.00, al nostro alloggio a Sassoferrato, il Cristina B&B. Siamo subito rimasti colpiti dall’accoglienza e dalla semplicità di Cristina e di come ha reso graziosa e “cozy” l’intera struttura.

Per la cena abbiamo scelto di mangiare a “La Bottega di Memory’s“, un locale suggestivo e ben arredato, dove abbiamo gustato un ottimo tagliere con salumi e formaggi tipici, accompagnati da un bel bicchiere di vino.

Visita al Mulino ed i misteri dell’Abbazia di Santa Croce

Il giorno seguente, dopo una sostanziosa colazione al B&B, ci siamo diretti al Molino del Capo del Piano, dove ci ha accolti Gilberto Blasi, il proprietario che ha rilevato la struttura risalente al XIV secolo. L’edificio, che fa parte del FAI, Fondo Ambiente Italiano, da quando fu acquisito nel 2006 ad oggi è tornato incredibilmente a vivere di nuovo. Gilberto, illustrandoci il funzionamento del mulino e gli usi che se ne facevano nell’antichità, ci ha dato l’onore di azionarlo manualmente, riportandoci per un attimo indietro nel tempo.

Come ultima tappa di Sassoferrato, Gabriele ci ha consigliato di visitare l’Abbazia di Santa Croce. In compagnia della sig.ra Loredana e del sig. Alberto, siamo entrati in un luogo pieno di mistero e rilevanza artistica che raramente capita di incontrare. Ogni angolo della chiesa porta lo spettatore a porsi mille domande a cui difficilmente riesce a dare una risposta, a causa dei molteplici simboli presenti ovunque. Pensate che dietro il portone di ingresso, inciso sul muro, si può ammirare un autentico stemma dei Cavalieri Templari! L’antica chiesa, eccetto la facciata frontale, è totalmente nascosta da una struttura costruita tutt’intorno, quasi volesse nascondersi. La domanda che da tempo studiosi del luogo si chiedono è: perchè? Mistero ancora da svelare…

Le nostre sensazioni

Se dovessimo racchiudere in poche parole l’esperienza a Sassoferrato, “sentirsi a casa” sarebbe il termine perfetto. Sassoferrato ed i suoi abitanti, grazie alla loro cordialità e semplicità, ci hanno fatto sentire per due giorni come marchigiani Doc. Tutto questo grazie anche alle specialità enogastronomiche che il territorio offre loro e che noi abbiamo potuto apprezzare.

Non vi nascondiamo che stiamo già pianificando il ritorno!

Volevamo ringraziare nuovamente la Regione Marche per questa opportunità e Happennines. per la calorosa accoglienza!

Lascia un Commento